«Allarme per il nuovo regime Iva, servizi associativi a rischio»


[ad_1]

Dal prossimo mese di gennaio, molte organizzazioni del Terzo Settore dovranno dotarsi di partita Iva per le proprie attività rivolte ai soci, come ad esempio i bar sociali di circoli e oratori. «Questo nuovo obbligo – interviene Michela Cucchetti, candidata del Pd alle Regionali – non comporterà tanto il pagamento dell’imposta, già interamente versata, ma introdurrà numerosi adempimenti burocratici che potrebbero mettere in crisi soprattutto le piccole realtà, pilastri di coesione sociale nei territori. Il provvedimento deriva dall’infrazione europea che chiede di distinguere attività commerciali e associative, ma rischia di paralizzare centinaia di enti che operano senza scopo di lucro, svolgendo servizi fondamentali per le comunità, specialmente in zone periferiche e disagiate». «Per associazioni che spesso si basano sul volontariato, l’obbligo di partita Iva significa assumere oneri amministrativi insostenibili», spiega Michela Cucchetti. «Questa misura colpisce chi agisce nel sociale e a favore della partecipazione, con il paradosso di non portare alcun vantaggio alle casse dello Stato». Il Forum Nazionale del Terzo Settore, che rappresenta migliaia di enti no-profit, ha già presentato al Governo una proposta per evitare l’obbligo di partita Iva e salvaguardare le attività associative senza scopo di lucro. Tuttavia, la bozza della manovra economica 2025 non include modifiche in tal senso. «È necessario un intervento immediato che tuteli il diritto di associarsi e il valore sociale del Terzo Settore – conclude Cucchetti -. È importante che il Governo comprenda l’importanza di queste realtà per la sostenibilità dei servizi svolti e per la coesione dei nostri territori».

[ad_2] Leggi tutto l’articolo «Allarme per il nuovo regime Iva, servizi associativi a rischio»
www.ilpiacenza.it è stato pubblicato il 2024-10-26 18:14:44 da


0 Comments