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Servirà ancora rimandare a domani quello che invece sarebbe stato il caso di fare subito. Cioè prendere punti ad Alessandria, per spaventare chi battaglia per schivare i play-out e mettergli pressione ma soprattutto per cominciare bene un mese decisivo. Invece altra rimonta, analoga a quella col Sestri Levante, invece altro k.o. che in parte inquieta. Per il modo in cui è maturato, con la squadra ancora una volta non in grado di gestire una situazione di vantaggio, per le considerazioni fatte prima e dopo la partita sull’atmosfera negli allenamenti durante la settimana, dentro lo spogliatoio, sull’atteggiamento della squadra in campo e così via. Perché se il gruppo è unito, l’impegno è massimo, la determinazione c’è e l’approccio pure, e poi la classifica si muove al rallenty, serve augurarsi un salto di qualità immediato (tipo accensione di un interruttore), altrimenti il rischio di scivolare ancora più in basso assume sembianze ben definite.
Modulo e difesa (corta?)
«Non è una questione di modulo», ha affermato anche recentemente mister Colavitto. Concesso, ci mancherebbe. Però una questione di numeri, sì. Apprezzabile l’aver fatto un passo un passo indietro rispetto alle convinzioni personali accantonando quel 4-3-3 suo marchio di fabbrica per virare su un 3-5-2. Ma questo schieramento è stato riproposto anche con l’assenza di uno dei tre centrali (Mondonico, che ha confermato di essere stato comunque un rincalzo azzeccato) che ha obbligato a rispolverare un Marenco che il tecnico aveva chiaramente accantonato – era fuori dai convocati per tutte e quattro le gare di gennaio – e comprensibilmente senza ritmo partita, avendo disputato l’ultima dall’inizio a Lucca prima di Natale. Considerando che un altro potenziale “braccetto” è quel Barnabà che è però in primis l’alter-ego di Clemente sul binario destro con cui è spesso in ballottaggio (a Pineto era piaciuto molto a tutta fascia), la questione viene a galla: sicuro che l’Ancona non sia corta in quel reparto? E se si dovesse insistere con una retroguardia a tre non servisse un ulteriore pedina di esperienza, tenuto contro che a centrocampo per tre maglie ci sono addirittura sette alternative, contando anche D’Eramo, ed in attacco si è cercata insistentemente una punta quando in organico ce n’erano già cinque?
Gli episodi e l’attacco
Si è spesso parlato di episodi negativi, di ruota che gira dalla parte sbagliata. Però, c’è anche un rovescio della medaglia da contemplare: vale a dire quanto siano invalidanti ai fini dei vari risultati e quanto siano stati generati da coincidenze fortuite. È il bilancio in questo senso è sanguinoso, perché almeno il 50% dei gol finora subiti si è rivelato il frutto di errori di posizione, leggerezze, palloni banalmente persi, disattenzioni e così via. Ad Alessandria il primo pareggio ed il gol vittoria della Juventus hanno visto Cerri e Guerra soli a pochi metri dalla porta, completamente liberi, e sono solo gli ultimi casi in ordine di tempo. Appellarsi a sfortuna ed errori arbitrali e pienamente legittimo, ma bisognerebbe prima evitare di spianare la strada a chi sta di fronte, prima di lamentarsi di ostacoli sulla propria. Discorso analogo in attacco, dove il saldo tra gol segnati ed occasioni create ha il segno “meno”: Giampaolo alla sua prima da titolare non è dispiaciuto, ma un partner d’attacco che faccia le veci di Spagnoli ed abbia – rispetto a Cioffi ed in parte ad Energe – maggiore attitudine a vedere la porta era indispensabile. E la società ne era cosciente, perché quello che poi si è rivelato un buco nell’acqua durante il mercato era finalizzato proprio a colmare questa lacuna.
La società ed il “Noi&Voi”
Ci permettiamo di dare un consiglio. In una situazione delicata come è quella che la squadra sta vivendo, ed in una piazza che ha numeri da categoria superiore (quarta per spettatori nel girone, ai piedi della top ten della categoria contandoli tutti e tre), un confronto franco con la parte più appassionata del pubblico, faccia a faccia e non virtualmente, sarebbe auspicabile ed è stato peraltro anche richiesto dalla Curva Nord. Il sapere che c’è puntualità sotto il profilo amministrativo rincuora, specie volgendo lo sguardo indietro al passato quando è capitato anche che certi impegni economici venissero disattesi, ma proprio riavvolgendo il nastro della memoria è necessario comprendere che la piazza dorica non critica ed attacca per partito preso (Donadel, per fare un esempio, non è stato mai messo alla gogna in pubblica piazza). Lo fa perché è sinceramente preoccupata, perché vede addensarsi nubi all’orizzonte, e non bastano rassicurazioni e progetti a lungo termine per dissiparle. Se è davvero “Noi&Voi”, è il caso di dimostrarlo occhi negli occhi, senza filtri. E poi ognuno al suo posto, testa bassa a remare per salvare in tre mesi la barca. Perché i Piani A e B sul mercato delle punte sono andati a farsi benedire, ma quello C – inteso come Serie, da tenersi stretta a tutti i costi – non ha alternative.
www.anconatoday.it è stato pubblicato il 2024-02-04 11:59:41 da

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