Andrea Purgatori, gli atti in procura, l’incidente probatorio e la discussione: le prossime tappe per la verità

Andrea Purgatori, gli atti in procura, l’incidente probatorio e la discussione: le prossime tappe per la verità


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 Gli atti, l’incidente probatorio e la discussione. È una strada già scritta, quella che porta alla verità sulla morte di Andrea Purgatori. Adesso che gli esperti hanno terminato l’esame istologico sul cervello del gigante del giornalismo deceduto lo scorso 19 luglio, è solo una questione di tempo prima che la faccenda, in un modo o nell’altro, arrivi tra i corridoi del tribunale di piazzale Clodio. Tappe obbligate, scontate, una triste routine di indagini e procedure che inevitabilmente dovrà essere conclusa.

Nessuna metastasi al cervello

Ma prima ogni tassello deve essere al suo posto, ogni prova deve essere acquisita o cristallizzata. Innanzitutto i risultati ufficiali dell’esame istologico, che arriveranno in procura tra una decina di giorni. In realtà il pm Giorgio Orano, coordinato dal procuratore aggiunto Sergio Colaiocco, conosce già il responso emerso ieri dopo la riunione tra i periti nominati dalla procura e quelli chiamati in causa dai familiari di Purgatori e dai due indagati, il dottor Gianfranco Gualdi e il suo collaboratore, Claudio Di Biasi.

Che ruolo ha avuto la radioterapia?

Sono stati loro a diagnosticare a Purgatori il tumore al polmone e le metastasi al cervello, prescrivendo, insieme con l’oncologo Luca Marchetti, un ciclo di radioterapia. Dall’esame terminato ieri tuttavia non è emersa la presenza di metastasi al cervello. Dunque o la radioterapia disposta dai medici della clinica Pio XI che hanno avuto in cura Purgatori ha avuto effetti estremamente positivi, al punto da far scomparire le metastasi, o Gualdi e Di Biasi, assistiti dall’avvocato Fabio Lattanzi, hanno sbagliato e, come sostiene un altro medico consultato da Purgatori, quelle presenti al cervello erano delle ischemie causate da cure errate.

Possibile l’incidente probatorio

Due quesiti che attendono una risposta. Per averla occorrerà confrontare i risultati emersi dall’esame istologico, quando ufficialmente arriveranno in procura, con la cartella clinica del paziente e con le prime lastre a cui è stato sottoposto il giornalista. Con ogni probabilità, almeno che la procura non decida di disporre ulteriori consulenze, questa operazione verrà racchiusa in un incidente probatorio, una procedura che serve a cristallizzare le prove evitando che vengano discusse successivamente in fase processuale.

La famiglia Purgatori aspetta la verità

Ad ogni modo un confronto tra le parti, una discussione, arriverà ugualmente, sia se la procura di Roma volesse archiviare la vicenda che se decidesse di chiedere il rinvio a giudizio per i due indagati.

La famiglia di Purgatori, assistita dagli avvocati Alessandro e Michele Gentiloni, attende. Ha nominato medici e avvocati e chiede solo una cosa, la verità, alla maniera di Andrea Purgatori.

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roma.repubblica.it è stato pubblicato il 2023-09-28 18:45:33 da [email protected] (Redazione Repubblica.it)


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