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Una città che brucia, non solo per le auto incendiate nella notte, ma anche per una narrazione sempre più soffocante. È il pensiero netto e amaro di Angelo Riccardi, ex sindaco di Manfredonia, che in un lungo post denuncia con forza la deriva comunicativa e politica che, a suo dire, sta contribuendo alla demolizione morale e sociale della città garganica.
L’attacco: “Una rappresentazione velenosa che distrugge tutto”
Riccardi prende spunto dagli ennesimi roghi notturni di autovetture per mettere a fuoco ciò che definisce “una narrazione tossica”, costruita a tavolino e alimentata da reazioni meccaniche e superficiali. “Appena accade un fatto — scrive — si invoca la mafia, si chiede l’esercito, si reclama il comitato per l’ordine pubblico. Tutto secondo copione”. Ma, secondo l’ex primo cittadino, nessuno si chiede davvero perché certi episodi si ripetano, nessuno prova ad andare oltre la superficie.
Nel mirino, anche l’approccio con cui si cerca di rilanciare l’immagine della città: eventi e iniziative “decisamente discutibili”, mentre si colpevolizza la movida giovanile che, per Riccardi, è solo il sintomo di un vuoto più profondo. “Quello di una città viva, libera, realmente abitata”.
Il rischio della narrazione unica: “Una città cupa, mafiosa, irredimibile”
L’ex sindaco parla di una rappresentazione che finisce per schiacciare ogni spazio vitale, riducendo Manfredonia a uno stereotipo negativo. “Una narrazione che scaccia i cittadini perbene — denuncia — e lascia campo libero solo a tre categorie: i mafiosi, i presunti tali e i professionisti dell’antimafia da salotto”.
Un’accusa che non risparmia chi, secondo Riccardi, “si nutre proprio del male che dice di combattere”. Figure che parlano solo quando conviene, che “tacciono quando è opportuno”, che ignorano le regole pur pretendendo di imporre la loro morale agli altri. E che, con il loro atteggiamento, finiscono per svilire anche il lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura.
“La mafia esiste, ma non è l’unica minaccia”
Angelo Riccardi non nega l’esistenza di un sistema mafioso che ha messo radici profonde a Manfredonia. Ma avverte: non è l’unica insidia. “L’altra, più subdola, è quella dei finti moralisti, dei cantori della legalità a orologeria, di chi vive raccontando il degrado e, nel farlo, lo alimenta”.
Secondo l’ex sindaco, Manfredonia non è solo assediata: è già in demolizione. E non solo per colpa delle organizzazioni criminali, ma anche per responsabilità di chi, con parole ipocrite e gesti vuoti, contribuisce a smantellare “ogni residuo di fiducia e dignità collettiva”.
Una denuncia forte, che chiama in causa non solo la politica, ma anche l’opinione pubblica e il modo in cui si racconta — o si sfrutta — il dolore di una comunità che da anni cerca una via d’uscita.
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Leggi tutto l’articolo Angelo Riccardi contro la narrazione tossica su Manfredonia: “Così si alimenta il degrado”
www.immediato.net è stato pubblicato il 2025-06-30 10:22:17 da Redazione
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