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VIBO VALENTIA «Ricordo che spararono una sera al Club Med e misero delle cartucce al lido. Noi ci preoccupammo perché intuimmo che stava per accadere qualcosa contro di noi, infatti giravamo sempre armati». «Dopo questi episodi minatori, andai a Nicotera a parlare con Tita Buccafusca, ricordo che c’era il fratello che mi assicurò che se la sarebbero vista loro. Quando tornai a Briatico, venne da me Bonavita (Giuseppe ndr) a chiedermi se fosse successo qualcosa ed io, per mettergli paura, gli dissi di essere già andato a parlare a Nicotera». Nei verbali riempiti dalle dichiarazioni di Antonio Accorinti, il 43enne figlio del presunto boss Antonio e che ha scelto di intraprendere la collaborazione con la giustizia, ci sono una serie di episodi utili agli inquirenti per ricostruire, e in molti casi a rafforzare,…
www.corrieredellacalabria.it è stato pubblicato il 2023-09-23 15:04:34 da Redazione Corriere
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