[ad_1]
Dopo le file per ritirare i mastelli, arriva ora la fila per i bollettini TARI 2025, sempre più onerosi.
Tra le informative diffuse da ASE e Comune di Manfredonia per la sostituzione dei mastelli, si legge nella sezione “Domande e risposte”:
D: Devo pagare qualcosa per avere il nuovo mastello?
R: No, la sostituzione è gratuita.
— Ma è davvero così?
In realtà, i nuovi mastelli hanno un costo che, seppur non richiesto direttamente all’atto della consegna, ricade comunque sulla cittadinanza, attraverso l’aumento della tassa. A pagarli saranno, come sempre, i contribuenti regolari: lavoratori dipendenti e pensionati. Questi non possono sfuggire al fisco, devono pagare tasse, contributi e tributi fino all’ultimo centesimo, con sanzioni severe in caso di errori o ritardi.
Intanto, in una città dove sono presenti diverse forme di assistenza, evasione e lavoro sommerso, c’è chi riesce a beneficiare di aiuti pubblici pur conducendo uno stile di vita ben sopra la media: dispositivi tecnologici all’avanguardia, auto nuove, abbigliamento firmato, uscite settimanali nei ristoranti, visite mediche private, eventi e feste per ogni ricorrenza. A volte si arriva persino all’acquisto di immobili, spesso pagati in contanti.
Eppure, ciò che conta è rientrare nei parametri dell’ISEE: il lasciapassare per ottenere agevolazioni su ogni servizio pubblico. Un paradosso, che lascia fuori chi paga tutto e riceve poco o nulla in cambio.
Se almeno, con l’impiego massiccio di personale per la raccolta, vivessimo in una città pulita e ordinata, si potrebbe persino accettare qualche aumento. Ma non è così. A Manfredonia, tutto sembra concesso, perfino il bivacco, mentre il “diritto” rischia di essere percepito come un “favore”.
Nel 2008, l’allora sindaco Riccardi, a seguito dell’aumento della TARSU, scrisse una lettera “toccante” ai cittadini, promettendo che non ci sarebbero stati altri aumenti. Anzi, dichiarò che si sarebbe rilanciata la raccolta differenziata, allora ferma all’11%, per arrivare al 40% e risparmiare sull’ecotassa regionale. Promessa disattesa, nonostante le successive vicende giudiziarie e gli interventi della magistratura.
Nel 2008, per un’abitazione di circa 70 mq con due residenti si pagavano circa 170 euro. Oggi, per la stessa abitazione e condizioni, la TARI è di 337 euro: quasi il doppio, nonostante l’introduzione della raccolta differenziata.
Il dramma è che i redditi fissi, nello stesso periodo, sono aumentati solo di pochi spiccioli, mentre le spese — TARI compresa — sono cresciute anche oltre il 100%. Come può, allora, un cittadino a reddito fisso far quadrare i conti?
Pino Delle Noci
www.statoquotidiano.it è stato pubblicato il 2025-06-22 12:36:24 da Redazione
0 Comments