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ANCONA – Avrebbero fatto feste e concerti all’interno di una ex scuola, di proprietà del comune, occupando l’immobile per quasi un anno senza averne titolo e senza averne una autorizzazione scritta. L’accusa non regge e il tribunale assolve un’attivista dei centri sociali e un organizzatore anche dai reati prescritti. Il tam tam che nella struttura, in via Primo Maggio 126, alla Baraccola, a due passi dalla sede della Cgil, si organizzavano eventi in barba alla sicurezza dello stabile era arrivato alle orecchie della polizia locale che prima, con gli agenti della sezione di polizia giudiziaria, era andata a fare un controllo in borghese poi era tornata per mettere i sigilli alla struttura. Il blitz risale al 14 gennaio del 2019. A sei anni di distanza in due erano finiti a processo davanti alla giudice Alessandra Alessandroni: la referente del centro sociale “Asilo Politico” che aveva occupato la struttura, 48 anni, una attivista anconetana e l’organizzatore di uno spettacolo musicale che si era tenuto la vigilia di Natale 2018. Alla prima la Procura contestava l’invasione di edificio, il deturpamento e imbrattamento di cose altrui e l’apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo. Al secondo solo l’apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo in concorso con la prima. Diverso il materiale finito sotto sequestro come locandine per pubblicizzare gli eventi, dove si indicava il prezzo dei biglietti e la possibilità di un bus navetta e di dormire in tenda, caschi ed elmetti antinfortunistica usati nelle manifestazioni con scritte quali “ribellati ora non nella tomba”, “fuori i fascisti dai nostri cantieri”, “pagherete caro pagherete tutto” e anche scritte contro la polizia quali “Acab” e “Digos boia”.
I vigili, accompagnati dai tecnici del Comune, erano entrati nel locale di via Primo Maggio ponendo i sigilli nell’ambito di un’indagine della Procura dorica che inizialmente aveva aperto un fascicolo a carico di ignoti. Il periodo era di massima allerta per locali di questo tipo perché meno di un mese prima c’era stata la tragedia della discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo, dove nel locale troppo affollato erano morti cinque minorenni e una mamma. L’ex scuola occupata alla Baraccola, che un tempo si chiamava Sibilla Aleramo, era abbandonata dal 2006, quando c’era stato un incendio. L’assoluzione, per la mancanza dell’evidenza della prova, è arrivata ieri pomeriggio per i due imputati difesi dagli avvocati Giacomo Curzi, Francesco Rubini e Paolo Cognini. L’attivista imputata era stata sentita al comando dei vigili dopo il sequestro giudiziario e aveva spiegato che il permesso di usufruire dell’immobile gli era stato dato da un consigliere e da un assessore. Era stato un ok solo verbale però. Non sarebbe mai stato trovato nulla di scritto. La stessa aveva spiegato come molti dei lavori interni erano stati fatti dal centro sociale a loro spese e senza nessuna fonte di guadagno.
www.anconatoday.it è stato pubblicato il 2025-02-11 21:04:47 da

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