Cade da un muretto, paralizzato a 27 anni


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Paolo Scotto il babbo di Alessio, non ha dubbi. «Dobbiamo capire cosa sia accaduto e come possa essere accaduto – dice – Noi eravamo tranquilli, la struttura ci è parsa sempre all’altezza, il personale è serio e ci ha sempre dato l’impressione di curare con grande attenzione mio figlio Alessio. Cosa possa essere accaduto non lo so. Certo che una negligenza da parte di qualcuno c’è stata, anche perché mio figlio a me come ad altri ci aveva detto nelle scorse settimane che in quella palestra c’era un muretto che gli piaceva».

Paolo, Marzia e la sorella di Alessio, Veronica, sono tutti al fianco di Alessio a Firenze, in attesa del suo risveglio, di un suo cenno. 

 

Lo sconforto del babbo

Si lascia andare in tutto il suo sconforto babbo , Paolo Scotto. «Sono stanco – dice – veramente stanco di questa vita. Ne ho passate tante, ma questa non riesco a mandarla giù. Voglio capire».

Non si dà pace Paolo, pensando ancora al terribile incidente che è successo a suo figlio. «Noi eravamo tranquilli, cinque persone erano intente a seguire tre ragazzi – dice – voglio risposte su come e cosa possa accaduto». 

Qualcosa, evidentemente, non è andato per il verso giusto. Dispiace solo che a pagare c’è sicuramente la famiglia del giovane sfortunato, ma soprattutto Alessio, che dopo aver lottato così tanto per ottenere una possibilità di riscatto, si trova ora a dover affrontare una nuova, terribile sfida.

Se già il suo percorso di recupero era stato difficile, ora il rischio di una paralisi completa segna un drammatico punto di svolta nella sua vita. La sua famiglia che per anni ha cercato disperatamente aiuto, si ritrova ancora una volta a combattere contro il dolore e l’incertezza. Dopo la speranza accesa con l’ingresso nella struttura, ora deve affrontare un destino ancora più crudele che lascia domande senza risposte e un senso di ingiustizia difficile da accettare.

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www.maremmaoggi.net è stato pubblicato il 2025-03-27 16:49:38 da Vittorio Patanè


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