Caso Resinovich, la Procura di Trieste dispone la riesumazione della salma

Caso Resinovich, la Procura di Trieste dispone la riesumazione della salma


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Il corpo di Liliana Resinovich, 63 anni, trovata senza vita 21 giorni dopo la sua scomparsa avvenuta due anni fa, sarà riesumato. Lo comunica la Procura di Trieste, guidata da Antonio De Nicolo.

La sostituta procuratrice Maddalena Chergia titolare del procedimento, ha disposto “con la procedura dell’accertamento tecnico non ripetibile, il conferimento, a un collegio di consulenti, dell’incarico di riesumazione della salma” di Liliana Resinovich. 

I consulenti si riuniranno il 26 gennaio

Gli esperti che si occuperanno dei nuovi esami sul corpo di Liliana Resinovich sono stati convocati per il 26 gennaio in Procura a Trieste. È quanto si evince dal documento notificato alle parti coinvolte. I consulenti sono Cristina Cattaneo, la nota anatomopatologa che si è occupata dei principali casi di cronaca nera negli ultimi anni, Stefano Tambuzzi del Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute dell’Università degli Studi di Milano, Biagio Eugenio Leone, dell’ateneo di Milano Bicocca e l’entomologo Stefano Vanin che si è occupato anche dell’autopsia di Giulia Cecchettin.

La riesumazione è stata segnalata come “opportuna” da Cristina Cattaneo, alla quale la Procura aveva dato l’incarico di redigere una perizia medico-legale per fare chiarezza sulla morte di Resinovich. 

Il fratello della vittima: “Non mi fermerò, voglio sapere cosa è successo”

Con la riesumazione della salma di Liliana “spero si possa arrivare alla verità, anche se è una cosa dolorosa”. Una richiesta in tal senso “l’avevo già avanzata” prima della richiesta di archiviazione del caso, “e sono contento che il giudice abbia accolto la nostra istanza”. Lo ha detto Sergio Resinovich, fratello di Liliana, dopo che la Procura di Trieste ha disposto la riesumazione della salma della donna. “È un momento doloroso – ha ribadito Sergio – io finché riuscirò, mi basta una possibilità, non mi fermo. Io voglio sapere cosa è successo” a Liliana.

Il marito: “Spero che la riesumazione possa dare risposte”

Per me è importante che il corpo di Liliana possa dare delle risposte, perciò non mi oppongo” alla riesumazione. “Spero che la dottoressa Cattaneo”, consulente della Procura di Trieste, “possa avere delle risposte. Dopodiché io aspetto il nulla osta per cremare Liliana, questo è quello che interessa di più a me”. Lo ha affermato il marito di Liliana Resinovich, Sebastiano Visintin.  “E’ un momento doloroso, ma siccome è da mesi che ne parliamo, sono preparato – ha aggiunto Visintin – e poi il 5 gennaio saranno due anni dal ritrovamento di Liliana, che comunque è un dolore immenso”.

Il cadavere di Liliana Resinovich fu ritrovato due anni fa nel boschetto dell’ex ospedale psichiatrico di San Giovanni con la testa avvolta in due sacchetti di plastica e il corpo chiuso in due sacchi, infilati uno dall’alto e l’altro basso. Lo scorso giugno il Gip del Tribunale di Trieste aveva disposto nuove indagini sulla morte della donna, dopo che la Procura ne aveva chiesto l’archiviazione.

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www.rainews.it è stato pubblicato il 2024-01-03 14:59:00 da


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