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ANCONA – E’ stato condannato anche in Appello Matteo Caimmi, amministratore unico (nel 2018) della ditta Bufarini di Castelferretti, a Falconara, un opificio specializzato nello stoccaggio e trattamento di rifiuti. Il reato contestato era getto pericoloso di cose. La pena per lui, in secondo grado, si è ridotta rispetto alla prima condanna arrivata a giugno del 2023: ha preso 22 giorni di reclusione contro i 2 mesi inflitti in primo grado. Il processo era relativo alle puzze che per cinque anni hanno tormentato i residenti di via Saline, nella frazione di Castelferretti. Il ricalcolo della pena è stato determinato dalla prescrizione di alcuni fatti, quelli relativi alle emissioni odorigene che andavano da giugno del 2018 a novembre del 2018. Sono rimaste in piedi solo le esalazioni di dicembre 2018. La sentenza di appello è arrivata oggi pomeriggio. E’ stato lo stesso imputato a ricorrere al giudizio di secondo grado ritenendosi sempre estraneo ai fatti. In primo grado erano imputati con lui anche il procuratore speciale dell’opificio, nonché direttore tecnico, Giordano Bufarini e la società “Eredi Raimondo Bufarini servizi ambientali” per la responsabilità amministrativa. Le accuse inizialmente erano inquinamento ambientale e getto pericoloso di cose ma per il primo reato era arrivata l’assoluzione perché il fatto non sussiste.
Confermate in appello anche le provvisionali che Caimmi dovrà pagare: 5 mila euro al Comune di Falconara, parte civile con l’avvocato Roberto Tiberi, e 2.500 euro al comitato Ondaverde e ad un gruppo di cittadini parti civili con gli avvocati Monia Mancini e Francesca Petruzzo. A far scattare una inchiesta, coordinata dal pm Irene Bilotta, era stato un esposto fatto nel 2015 dai residenti che da giorni sentivano esalazioni insopportabili salire nelle loro case. Erano seguiti gli accertamenti del Noe a caccia degli sversamenti. Un problema molto sentito a Castelferretti.
www.anconatoday.it è stato pubblicato il 2025-06-10 21:08:58 da

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