Cento associazioni sfilano al corteo della Cgil del 7 ottobre: “Insieme per la Costituzione e contro le nuove povertà”

Cento associazioni sfilano al corteo della Cgil del 7 ottobre: “Insieme per la Costituzione e contro le nuove povertà”


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Una grande manifestazione nazionale a Roma per il lavoro, contro la precarietà, per la difesa e l’attuazione della Costituzione, contro l’autonomia differenziata e lo stravolgimento della nostra Repubblica parlamentare. È “La Via Maestra. Insieme per la Costituzione”, la mobilitazione lanciata da più di 100 associazioni e reti, che a loro volta raccolgono tantissime realtà della società civile, tra cui anche la Cgil, per sabato 7 ottobre nella capitale. E previsto l’arrivo di oltre 700 pullman da tutta Italia mentre i manifestanti sfileranno lungo due cortei dalle 13 alle 17 per poi arrivare in piazza San Giovanni, dove a concludere al manifestazione sarà il segretario generale Maurizio Landini: un corteo partirà da piazza della Repubblica mentre l’altro da piazzale dei Partigiani. In piazza tante le sigle dell’associazionismo, del volontariato e delle reti sociali: da Libera, Acli, Anpi, WWF, Emergency, Legambiente alla Uisp alla Rete dei Numeri Pari.

“Sabato 7 ottobre, a partire dalle ore 13, saremo in Piazzale dei Partigiani, a Roma, per la grande manifestazione nazionale ‘La via maestra. Insieme per la Costituzione’, promossa dalla Cgil insieme a tante altre realtà per chiedere al Governo, in primis, ma anche alle altre istituzioni di attuare la Costituzione – spiega il Natale Di Cola, segretario della Cgil Roma e Lazio – Non è retorica la nostra. Non c’è un indicatore che evidenzi un miglioramento economico o sociale e della condizione reale delle persone. La pandemia prima, le conseguenze economiche della conflitto in Ucraina, due anni d’inflazione alle stelle hanno determinato un impoverimento delle persone: nel Lazio ormai una persona su cinque è a rischio povertà alimentare, una su tre rinuncia alle cure sanitarie e quasi 7 famiglie su 10 fanno fatica a far quadrare i conti”.

“Tutto questo in un contesto economico stagnante in cui per molti lavoro è diventato sinonimo d’incertezza, precarietà e povertà, lo conferma anche la Banca d’Italia, che evidenzia come il lavoro che si è creato è scarsamente qualificato e mal retribuito – aggiunge Di Cola –  Quello di cui abbiamo bisogno per uscire da questa crisi sono scelte politiche che vadano nella direzione tracciata dalla Costituzione”.

La mobilitazione rivendica il diritto al lavoro stabile, libero, di qualità, fulcro di un modello di sviluppo sostenibile fondato su nuove politiche industriali. Per i firmatari occorre contrastare la precarietà dilagante, il lavoro povero e sfruttato, nel contempo aumentare i salari (rinnovando i contratti) e le pensioni, oltre a superare la legge Fornero. È il momento di introdurre il salario minimo, dare valore generale ai contratti, approvare la legge sulla rappresentanza, strumenti essenziali per contrastare i contratti pirata.

Il diritto alla salute, essenziale è assicurare il diritto alla salute e un servizio sanitario nazionale e un sistema socio-sanitario che sia pubblico, solidale e universale, cui garantire le necessarie risorse economiche, umane e organizzative, per contrastare il continuo indebolimento della sanità pubblica.

Tra le richieste delle associazioni, la necessità di recuperare i divari nell’assistenza effettivamente erogata, a partire da quella territoriale, e di valorizzare il lavoro di cura. Occorre poi investire sul personale con un piano straordinario pluriennale di assunzioni che vada oltre le stabilizzazioni e il turn-over, superi la precarietà e valorizzi le professionalità, sostenendo le persone non autosufficienti, tutelando la salute e sicurezza sul lavoro, rilanciando il ruolo della prevenzione. Solo così si garantisce la piena applicazione dell’articolo 32 della Costituzione.

Istruzione, ambiente, pace: le organizzazioni della società civile scendono in piazza per il diritto all’istruzione, dall’infanzia ai più alti gradi, e alla formazione permanente e continua, perché il diritto all’apprendimento sia garantito a tutti e per l’intero arco della vita. Il contrasto alla povertà e alle diseguaglianze e la promozione della giustizia sociale sono un altro punto centrale, insieme al diritto all’abitare e a un reddito per una vita dignitosa. Il governo va in un’altra direzione e cancella il Reddito di cittadinanza, lasciando tante persone senza alcun sostegno

Nell’appello La Via Maestra, spazio anche al diritto a un ambiente sano e sicuro, in cui vengono tutelati acqua, suolo, biodiversità ed ecosistemi. Per questo è grave aver tolto dal Pnrr le risorse sul dissesto idrogeologico, tanto più a fronte delle alluvioni che hanno colpito alcune regioni del Paese e di una crisi climatica che va affrontata con una transizione ecologica fondata sulla difesa e la valorizzazione del lavoro e di un’economia rinnovata e sostenibile.

E ancora: una politica di pace intesa come ripudio della guerra, con la costruzione di un sistema di difesa integrato con la dimensione civile e nonviolenta.

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roma.repubblica.it è stato pubblicato il 2023-10-05 00:12:23 da [email protected] (Redazione Repubblica.it)


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