Ci ha tagliato pure due alberi in giardino

Ci ha tagliato pure due alberi in giardino


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Ci ha tagliato pure due alberi in giardino

FABRIANO – A sentire le testimonianze di una famiglia era accaduto loro il peggiore degli incubi, incappare in una vicina di casa dispettosa e vendicativa per cose spesso inesistenti. Una volta si sarebbe messa ad imprecare dalla finestra perché avevano parcheggiato nel piazzale condominiale vuoto in quel momento. Un’altra volta si sarebbe messa a tirare su e giù le serrande di casa perché aveva sentito starnutire. Un’altra volta ancora sarebbe arrivata a sporcare di sterco il loro pianerottolo, a staccargli la luce quando erano in vacanza e a segargli perfino due alberi di visciola che avevano nel giardino. Per questi episodi e anche per altri lamentati dal nucleo familiare è finita a processo davanti alla giudice Antonella Passalacqua una 54enne fabrianese con l’accusa di molestie. Il capofamiglia infatti, 69 anni, fabrianese, dopo i continui dispetti e atteggiamenti vessatori anche nei confronti degli amici che raggiungevano la loro abitazione, si è deciso a denunciare gli episodi subiti in due anni, nel 2021 e nel 2022, al commissariato di polizia. Nel processo è parte civile con l’avvocato Tecla Chiucchi. Questa mattina sono stati sentiti in tribunale i testimoni della pubblica accusa che hanno raccontato gli accadimenti. 

“A lei dava fastidio che noi abitavamo di sopra – ha detto il figlio -. Come sentiva il minimo rumore ci batteva sul muro, gridava da dentro la sua abitazione e anche dal balcone o per dispetto tirava su e già la serranda di continuo. Poi ci urlava dalle scale, ci minacciava, passava davanti casa nostra fingendo di parlare al cellulare per farci sentire che diceva che ci aveva denunciato e che l’avremmo pagata cara. Frasi intimidatorio. E’ stata una escalation. Una notte, alle 4, sono andato in bagno e poco dopo ha squillato il telefono di casa. Era lei che voleva mio padre. Mi disse passamelo. Con lui si è lamentata del rumore che avevo fatto tirando lo sciacquone. Anni terribili, per colpa sua sono finito dallo psichiatra e ho dovuto prendere farmaci per lo stato di ansia che mi era venuto”. La famiglia, fatta di quattro persone, stando alle accuse non poteva fare il minimo rumore che la vicina di casa avrebbe avuto reazioni pesantissime nei loro confronti. L’imputata, consulente assicurativa, avrebbe tagliato con la motosegna le due piante di visciola nel giardino dei vicini che erano partiti per le ferie. “Abbiamo trovato anche un serpente ucciso a bastonate – ha raccontato sempre il figlio – infilzato poi tra i mattoni”. A trovarlo era stato l’ex fidanzato della figlia del denunciante che in quel periodo si occupava del gatto rimasto a casa e di dare l’acqua alle piante. Anche lui è stato sentito oggi come testimone. “Ho trovato l’abitazione anche con la corrente staccata- ha detto -. Una sera ci siamo fermati a dormire in casa perché la mia ex fidanzata aveva la febbre e stava poco bene. Tossiva e quella donna ci urlava di smetterla di fare casino”. Quando hanno cenato con gli amici la donna li avrebbe inseguiti per le scale e filmati con il cellulare promettendo loro di denunciarlo per il rumore fatto. Perfino due vetture parcheggiate sono state trovate rigate sul un lato. L’imputata è difesa dall’avvocato Giovanni Fattorini e ha sempre respinto le accuse. Verrà sentita nell’udienza del 14 aprile e potrà dare la sua versione dei fatti.

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www.anconatoday.it è stato pubblicato il 2025-01-28 20:06:19 da


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