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Un piano coordinato tra Regione, Provincia ed enti locali. Un progetto per salvaguardare gli argini dei fiumi e tutto l’ecosistema del territorio. VIDEO
MODENA – Sono 50mila le nutrie che sono state abbattute in Provincia di Modena negli ultimi 4 anni. Un numero decisamente alto, ma evidentemente coerente con l’incidenza di questo mammifero roditore non autoctono ma originario del Sud America introdotto in Italia all’inizio degli anni venti del secolo scorso per la produzione di pellicce. La nutria è una specie semiacquatica che non ha predatori naturali nella Pianura Padana, si riproduce diverse volte nel corso di un anno ed ha una vocazione fossoria cioè abituata a scavare le proprie tane. Proprio le tane sono spesso ritenute causa o concausa dell’indebolimento e rottura degli argini dei fiumi e dunque di possibili alluvioni. E la presenze della nutrie produce effetti di disequilibrio di tutto l’ecosistema.
Tra i Comuni della Provincia, quello di Mirandola ha il primato per numero di nutrie abbattute dal 2019 ad oggi oltre 12mila, quindi Carpi con quasi 8mila, Modena con 6 mila, Novi con oltre 4500 e Finale con 3mila.
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