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Nessun allarme, ribadiscono i medici di famiglia, che però, con i medici del lavoro denunciano un vuoto organizzativo e normativo per la certificazione di malattia. E sollecitano le autorità a proseguire il monitoraggio
MODENA – Con l’aumento dei contagi e l’imminente riapertura delle scuole il sistema sanitario si prepara a gestire una nuova “piccola” emergenza Covid: “nessun allarme” ribadiscono i medici di famiglia, che però denunciano il vuoto organizzativo e normativo che può creare forti disagi nella gente. Per il Presidente dell’Ordine dei Medici Modena Carlo Curatola, oggi non c’è allarme sanitario: il Coronavirus trova un argine formidabile rispetto a tre anni e mezzo fa, fatto di copertura vaccinale, terapie efficaci e buone abitudini. Traguardi collettivi che hanno consentito al Ministero della Sanità di allentare le regole pandemiche – alcune delle quali, tuttavia, oggi farebbero comodo: con l’aumento dei contagi, medici di famiglia e del lavoro si ritrovano senza gli strumenti necessari ad attivare i periodi di malattia e la semplice autodiagnosi tramite tampone antigenico rapido non basta. Nella speranza che la situazione pandemica non riesploda occorre, dunque, solamente ripristinare regole chiare ad esempio sui criteri di isolamento dei pazienti positivi in ospedale. Altro aspetto delicato e ormai urgente è quello legato al richiamo vaccinale per gli anziani e le categorie fragili, necessario tanto contro l’influenza quanto contro il Covid: immunizzazioni che anche quest’anno saranno somministrabili in unica seduta. Il resto dovrà farlo l’attento monitoraggio pandemico – anzi, endemico – da parte delle AUSL.
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