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Stavolta è un punto d’oro per il Parma che difende con le unghia e con i denti lo 0-0 al Dall’Ara. Se il derby con il Bologna finisce senza reti molto merito è dei difensori di Pecchia, bravi e coraggiosi quando arginano le folate della squadra di Italiano, poco lucida in avanti. Esulta don Fabio al triplice fischio, per la prima volta la sua squadra non subisce reti e riesce a chiudere una partita con la porta inviolata, dopo aver giocato praticamente un tempo con un uomo in meno. L’espulsione di Coulibaly (52′) decretata dal Var dopo il fallo su Ndoye, è la quarta nelle ultime cinque partite. Con il punto strappato e coltivato con merito, la pausa sarà più leggera e meno lunga.
Pecchia cerca di sorprendere la linea del Bologna con gli inserimenti degli esterni: da un lato Coulibaly, dall’altro Valeri, spesso si alzano per cercare di infilarsi alle spalle dei giocatori di Italiano. La fisicità di Hernani scompiglia le carte in mezzo al campo: trequartista a supporto di Bonny quando si attacca, mezz’ala di rottura quando la palla ce l’ha il Bologna. Il resto lo fanno Sohm e Bernabé. Il primo deve fare legna, il secondo ripulire il pallone e avviare i contrattacchi. Serve riscattarsi e cancellare il momentaccio che la squadra di Pecchia sta vivendo da quattro partite a questa parte.
L’approccio dei crociati però è deciso: il copione è quello di liberare la corsa della catena di destra costituita da Coulibaly e Cancellieri. Man trasloca sulla sinistra, Mihaila in panchina. L’ordine è quello puntare la porta e cercare l’imbucata per i compagni in arrivo a rimorchio. L’azione da gol più nitida della partita viene costruita in questo modo e porta al tiro Bonny. Riconquista di Hernani, palla in corridoio per l’arrivo di Coulibaly che ha cercato di servire il compagno all’arrivo. Tiro respinto. L’impressione è che manchi sempre un po’ di pulizia nell’ultimo passaggio per fare male perché il Bologna è una squadra che lascia spazi, Bonny attira a sé i difensori di Italiano e libera spazi per i compagni: come quello che ha spalancato per Man che arriva con i tempi giusti ma sbaglia il servizio per l’accorrente Cancellieri. Un altro paio di volte è andato lui stesso a chiudere l’azione, ma non ha avuto buona sorte.
Il Bologna concede, ma resta temibile con Orsolini e Ndoye a tratti imprendibili. La squadra di Italiano si scatena soprattutto dove agisce Coulibaly, in affanno quando c’è da difendere. Suzuki deve sporcarsi i guanti un paio di volte e il portiere giapponese tira un sospiro di sollievo quando Castro da buona posizione spedisce fuori di testa. Operazione ripetuta a fine primo tempo, quando l’argentino controlla e calcia. Alto. Meglio il Parma, nella manovra, più pericoloso il Bologna sottoposta con Sohm che salva – a metà primo tempo – un gol già fatto togliendo il pallone dai piedi di Holm.
Buon Parma, meglio del Bologna in quanto a manovra e tiri. Pecchia fa i complimenti ai suoi ma non immaginava che, dopo 7′ di secondo tempo, sarebbe stato costretto a cambiare il piano gara. Colpa di un intervento maldestro di Coulibaly che frana sulla caviglia di Ndoye e si guadagna il rosso. Di Bello lo aveva perdonato, con un il giallo, ma il piede all’altezza della caviglia è stato notato dal Var che ha richiamato il direttore di gara correggendo l’iniziale decisione. Quarta espulsione nelle ultime cinque partite per il Parma che comincia un’altra partita. Tutti in trincea a difendere il punto ricercato, con l’obiettivo di sorprendere il Bologna scatenando la corsa di Man e Mihaila, entrato nel frattempo per Bonny. È uscito anche Hernani, cambia il riferimento davanti che è Charpentier. Ma il Bologna attacca a testa bassa, il Parma si difende. E, al 91′, accarezza l’idea della sorpresa. Su una palla vagante, Mihiala controlla, uncina il destro e costringe Ravaglia al tuffo. È l’ultimo acuto di una partita sofferta, dove il punto guadagnato ha un pese gigantesco.
www.parmatoday.it è stato pubblicato il 2024-10-06 16:59:00 da
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