Da Milano a Cosenza, gli interessi della mala nel calcio


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COSENZA Quando il pm della Dda di Catanzaro Corrado Cubellotti – nel corso del processo “Reset” – chiede di cristallizzare l’oggetto dell’attività criminale svolta in seno ai gruppi gravitanti nella galassia criminale cosentina, il pentito Giuseppe Montemurro non esita a rispondere: «estorsioni e sicurezza nei locali». «Solo locali», ribatte il pubblico ministero e il collaboratore di giustizia precisa: «No, anche concerti, grandi eventi e stadi». In aula, Montemurro compie numerosi flashback tornando agli anni in cui è stato braccio operativo prima del clan degli “Italiani” e poi degli “Zingari” senza essere formalmente associato. «Mi piaceva accompagnarmi con quelle persone, mi sentivo potente e questo mi piaceva» avrà modo di precisare nel corso del controesame sostenuto…

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www.corrieredellacalabria.it è stato pubblicato il 2024-10-06 06:52:28 da Redazione Corriere


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