«Da simbolo dell’orrore alla rinascita». A Limbadi il ricordo di Maria Chindamo


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LIMBADI Era da sola, Maria, quella mattina del 6 maggio 2016. Come ogni giorno si era recata sul suo terreno, in contrada Montalto a Limbadi. Era da sola quando fu aggredita, rapita e uccisa lasciando sul posto soltanto chiazze di sangue, ciocche di capelli e l’auto ancora accesa. A distanza di 9 anni non c’è ancora una verità giudiziaria, non ci sono colpevoli per la sua morte, con un processo che procede a rilento e vede un unico imputato. Ma c’è una storia da raccontare: quella di una donna, di una madre, di una imprenditrice uccisa perché non ha mai svenduto la sua libertà, neanche in un difficile contesto inquinato dalla ‘ndrangheta. Oggi Maria non è più da sola: lo testimoniano le centinaia di persone che si sono riunite, mai così tante come quest’anno, di fronte le sue terre per ricordarla…

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www.corrieredellacalabria.it è stato pubblicato il 2025-05-06 15:14:25 da Redazione Corriere


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