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La discarica è ora oggetto di un progetto di ampliamento, dopo gli ultimi dati forniti da Arpae che parlano di sostanze inquinanti nei limiti di legge, punto fortemente contestato dai comitati
FINALE EMILIA (Modena) – Nuova udienza del processo sulla discarica di Finale Emilia con i comitati che hanno protestato davanti al tribunale. L’udienza è stata rinviata per un imprevisto di uno dei legali ma la protesta c’è stata comunque, la richiesta sullo striscione è chiara. Sequestrate la discarica. L’impianto è quello di Finale Emilia, al centro di un decennale braccio di ferro tra istituzioni, enti e cittadini con la stessa amministrazione comunale ora schierata tra i contrari all’impianto. Tra gli imputati accusati a vario titolo di falso, inquinamento ambientale e gestione di rifiuti non autorizzata anche l’ex presidente di Feronia, la società che gestisce l’impianto, insieme a tecnici pubblici e dell’agenzia per l’ambiente Arpae. Nel dicembre del 2019 i carabinieri avevano dato esecuzione al decreto di sequestro preventivo dell’impianto ma il Tribunale del Riesame ne ordinò il dissequestro. La discarica è ora oggetto di un progetto di ampliamento, dopo gli ultimi dati forniti da Arpae che parlano di sostanze inquinanti nei limiti di legge, punto fortemente contestato dai comitati. Il cantiere va avanti e i cittadini temono che sia pronto prima della fine del processo.
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