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Albenga. Si chiama “Tazebao” il progetto per la conservazione della memoria della Resistenza ingauna varato dall’associazione culturale “Fischia il Vento” presieduta da Giuliano Arnaldi.
Il progetto consiste in una bacheca (quella situata tra piazza del Popolo e viale Martiri che il Comune di Albenga ha affidato proprio all’associazione) in cui ogni due settimane saranno affisse storie riguardanti il periodo della lotta per la liberazione.
“Li, ogni due settimane, troverete un grande pannello che racconterà una storia partigiana – spiega Arnaldi – Lentamente, inesorabilmente, la storia della Resistenza della Prima Zona Liguria prenderà corpo in una serie di grandi pannelli destinati a girare ovunque ci sia interesse per l’origine della nostra democrazia, perché nessuno dimentichi”.
“Abbiamo chiamato questo progetto ‘Tazebao’ in memoria dello strumento che i giovani protagonisti della rivoluzione culturale cinese usavano per comunicare liberamente e semplicemente il loro pensiero, e che anche in Italia divenne formidabile mezzo di comunicazione per i giovani protagonisti delle battaglie politiche dell’ultimo quarto del secolo scorso. Noi non siamo più giovani, ma siamo ancora battaglieri”.
Un progetto che si propone, come detto, di tramandare la memoria del periodo. Così come avrebbe dovuto fare il Museo della Resistenza Albenganese, altra iniziativa portata avanti proprio da “Fischia il Vento”. Rispetto a quest’altra idea, Arnaldi spiega: “ Ci abbiamo provato costituendo insieme ad altri soggetti l’associazione Mu.Re.A. Non ci siamo riusciti. I motivi reali di questo fallimento sono politici, e prima o poi la verità, inesorabilmente, verrà fuori”.
Ora quelli che sarebbero dovuti essere i contenuti del Museo verranno veicolati attraverso la bacheca: “Alcuni di noi non si sono rassegnati, e Proseguono la loro battaglia in direzione ostinata e contraria, con i fatti e non con le chiacchiere. Tra questi giganteggia il lavoro di Pino Fragalà, che il Museo lo fa sistematicamente pubblicando giorno per giorno sui social immagini e storie che altrimenti finirebbero nell’oblio. Questo formidabile lavoro di memoria ora vive in un’altra bacheca, reale e non virtuale, nel cuore di Albenga”.
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