Enrico Bennato rinviato a giudizio. Il boss “poteva ascoltare le forze dell’ordine”

Enrico Bennato rinviato a giudizio. Il boss “poteva ascoltare le forze dell’ordine”


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Poteva ascoltare le conversazioni della polizia. E quindi prevenire le loro mosse. Non è una notizia confortante, se il protagonista di questa storia si chiama Enrico Bennato. È il fratello di Leandro e i due nomi compaiono negli atti sull’omicidio di Fabrizio Piscitelli e soprattutto dell’albanese Shehaj Selavdi sulle spiagge di Torvaianica.

Otto mesi prima che Enrico Bennato venisse arrestato ed emergesse la faida tra i due fratelli di Casalotti e la batteria di Ponte Milvio, l’uomo avrebbe collaborato a un colpo in banca, un fatto che ieri gli è costato il rinvio a giudizio.

I fatti risalgono al 13 aprile 2021. Diabolik era stato ucciso due anni prima. E anche Shehaj Selavdi. Ma quel giorno d’aprile Enrico Bennato «si procurava i mezzi necessari per ascoltare le frequenze radio delle forze di polizia, per segnalare con immediatezza eventuali intercettazioni sul luogo del delitto, mentre i complici« facevano una rapina all’Istituto Intesa San Paolo di via Nomentana 990».

Erano entrati in banca e minacciando i dipendenti avevano chiesto il denaro. Poi sono arrivate le forze dell’ordine e la vicenda si è conclusa in fretta. Non un ottimo lavoro per colui che doveva monitorare la polizia. E infatti ieri è finito a processo, l’ennesimo per Enrico Bennato

[ad_2] L’articolo Enrico Bennato rinviato a giudizio. Il boss “poteva ascoltare le forze dell’ordine”
roma.repubblica.it è stato pubblicato il 2023-10-11 13:52:34 da [email protected] (Redazione Repubblica.it)


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