Ermini nel Cda di Spinelli, Ciangherotti (FI): “Il PD perde il pelo, ma non la poltrona”

Ermini nel Cda di Spinelli, Ciangherotti (FI): “Il PD perde il pelo, ma non la poltrona”


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Albenga. “La campagna elettorale per le elezioni regionali è iniziata nel peggiore dei modi per il Partito Democratico ligure. I soliti compagni, dopo aver chiesto a gran voce le dimissioni di Toti, hanno già allungato i primi tentacoli per tornare potere. Così, David Ermini, ex deputato del Partito Democratico e responsabile della giustizia durante l’era Renzi, viene nominato al vertice del consiglio di amministrazione della holding di Spinelli. In questa situazione imbarazzante, Andrea Orlando, candidato in pectore del campo largo ligure, chiede un passo indietro da parte di Ermini, che invece tira dritto, segnando il ritorno sulla scena ligure del partito della doppia morale”.

Lo dichiara il vice-coordinatore provinciale di Forza Italia Eraldo Ciangherotti sul caso dell’esponente Dem finito al centro di una campagna elettorale per le regionali ormai di fatto già partita.

“Il tempo passa, ma la sete di potere del Partito Democratico non cambia. Le vicende giudiziarie dell’ex presidente Toti saranno valutate nei tre gradi di giudizio, mentre il circo mediatico del centrosinistra è orchestrato per pura convenienza elettorale, senza alcuna verità giudiziaria. Conosciamo benissimo, invece, il disastroso governo del PD, che dieci anni fa ha fatto precipitare la Liguria in uno dei suoi periodi più bui dal punto di vista economico, sanitario e turistico”.

“Oggi, lo stesso partito, privo di idee e composto in buona parte dalle stesse persone protagoniste dei fallimenti passati, vuole tornare al potere approfittando di un assist della magistratura. Un déjà vu. Il caso Ermini è il manifesto di un partito il cui unico obiettivo è l’occupazione sistematica dei centri di potere”.

“Il centrodestra ligure deve farsi trovare pronto a questa sfida. Il PD maggioranza in Regione è un film horror già visto. Sono certo che i liguri sapranno distinguere tra chi è giustizialista con gli avversari e garantista con gli amici” conclude Ciangherotti.



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