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I Cinquestelle foggiani esultano per l’entrata in vigore del Bonus Tari e rivendicano la paternità della misura introdotta dal governo Conte bis con il Decreto Legge n. 124 del 2019, forse anche alla luce della nota del deputato di Fratelli d’Italia, Giandonato La Salandra, che giorni fa aveva annunciato l’imminente agevolazione.
Si tratta di una riduzione del 25% sulla tassa dei rifiuti per le famiglie con Isee fino a 9.530 euro, limite che sale a 20mila euro con almeno quattro figli a carico.
La misura “era rimasta in sospeso a causa dell’emergenza Covid, ma finalmente, con la pubblicazione del Dpcm attuativo in Gazzetta Ufficiale, è diventata operativa dal 28 marzo. Si tratta di un concreto aiuto per le famiglie italiane, che negli ultimi anni hanno dovuto affrontare il costante aumento della Tari, cresciuta in media del 12% in sei anni, con un incremento del 4% solo nel 2024 a Foggia”, scrivono tutti gli eletti di ogni ordine e grado del Movimento 5 Stelle Foggia.
“Basterà aver presentato la dichiarazione Isee 2025 per ottenere lo sconto, senza necessità di presentare alcuna domanda”, chiariscono.
“Un impegno mantenuto per Foggia – Proseguono -. Oggi, con il Movimento 5 Stelle per la prima volta nella coalizione alla guida della città di Foggia, siamo orgogliosi di poter dare attuazione a una misura che avevamo voluto fortemente già nel 2019 e che finalmente vede la luce. L’amministrazione comunale sarà impegnata affinché l’applicazione del bonus avvenga senza ritardi, garantendo il massimo sostegno alle famiglie foggiane in difficoltà. Ancora una volta, il Movimento 5 Stelle dimostra che le sue battaglie si trasformano in fatti concreti per il benessere dei cittadini. Continueremo a lavorare affinché Foggia sia una città più equa, solidale e attenta ai bisogni di chi ha più bisogno”, concludono dal Movimento 5 Stelle Foggia.
Non si è fatta attendere la replica del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia al Comune di Foggia che parla di “una misura attesa da anni, rimasta inspiegabilmente nel cassetto durante i governi Conte e mai attuata dal Movimento 5 Stelle”.
“Affermare che il bonus Tari sia stato approvato dal Governo Conte bis con il Decreto Legge 124/2019 e non reso operativo per colpa del Covid – scrivono in una nota i meloniani – è una distorsione della verità, arte molto cara al Movimento 5 Stelle. Grazie all’impegno del Governo Meloni, questa importante agevolazione diventerà finalmente realtà, offrendo un reale sostegno alle famiglie in difficoltà. Un segnale tangibile di attenzione verso i cittadini, in controtendenza rispetto all’inerzia del passato. È fondamentale sottolineare che il decreto pentastellato aveva bisogno di un ulteriore passaggio, ovvero un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (Dpcm), per divenire pienamente operativo. Questo Dpcm non è stato emanato durante il Governo Conte bis, terminato il 26 gennaio 2021 né tantomeno successivamente, con il governo Draghi”.
Non perdono l’occasione di una stoccata all’Amministrazione Episcopo che “ha scelto di aumentare pesantemente la Tari per un gettito nelle casse comunali di circa un milione e mezzo di euro, gravando ulteriormente sui cittadini, sui commercianti e sugli artigiani. Una decisione incomprensibile – affermano -, che dimostra una totale mancanza di sensibilità verso le esigenze della comunità locale”.
Come gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, stanno lavorando, fanno sapere, a proposte per la riduzione della Tari in favore di nuclei familiari in disagio economico o lavorativo, per i commercianti, per le associazioni del terzo settore.
Interviene anche il consigliere civico di opposizione Giuseppe Mainiero: “Si tratta di un provvedimento governativo che non sposta di una virgola il peso complessivo della Tari”. Un aiuto alle fasce sociali più in difficoltà “è sempre una cosa positiva – osserva – non c’è dubbio. Ma, ovviamente, i ‘contiani’ omettono di raccontare l’altra faccia della medaglia. La Tari, com’è noto, è una tassa di scopo, che ha come obiettivo quello di coprire il costo del servizio. Quindi con il ‘bonus Tari’ i minori costi che sostenuti che sosterrà una parte della cittadinanza foggiana saranno ‘spalmati’ sul resto dei cittadini. Infatti, nella legge è ben scritto che il costo sarà coperto da una ‘addizionale perequativa’ che tutti i cittadini dovranno sostenere e che Arera deve comunicare ai comuni entro 4 mesi. Addizionale perequativa che i Comuni dovranno versare non in base a quella che riusciranno a riscuotere dai cittadini, ma sulla base del valore comunicato da Arera. Quindi, complessivamente, il costo complessivo della Tari resta invariato”.
In sede di approvazione del Bilancio di previsione 2025, ricorda, aveva proposto attraverso uno specifico emendamento di impegnare oltre 2 milioni di euro rivenienti dai servizi non erogati (ovvero omessi nonostante fossero previsti dal contratto di servizio) da Amiu Puglia SpA per ridurre la Tari. “Di fronte a questa proposta, che avrebbe permesso di abbassare la Tari a tutti – afferma Mainiero -, il Movimento 5 Stelle, in compagnia del Partito Democratico, del movimento Con e del resto della maggioranza della sindaca Maria Aida Episcopo, ha risposto ‘no’, bocciando l’emendamento. Praticamente gli stessi che oggi si sbracciano entusiasti nell’annunciare l’entrata in vigore di un provvedimento governativo che taglierà la Tari per alcuni e la aumenterà per altri”.
www.foggiatoday.it è stato pubblicato il 2025-03-27 19:45:00 da

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