[ad_1]

ANCONA – Era in corso un pareggio quando l’attaccante dell’Aquila era stato espulso. L’arbitro della Figc-Aia sezione di Ancona, 25 anni, napoletano, aveva tirato fuori il cartellino rosso perché il calciatore gli aveva dato del «pezzo di m.» dopo che al 27esimo minuto del secondo tempo aveva indicato una rimessa dal fondo campo per la squadra avversaria, il Piano San Lazzaro. La partita, del campionato di terza categoria, girone D, si era disputata allo stadio Dorico, il 7 aprile del 2018. Il terreno di gioco si era trasformato in un ring. L’attaccante, un rumeno di 36 anni, aveva dato due pugni in faccia al direttore di gara. Il primo dopo l’espulsione, avvenuta perché contestava la rimessa a fondo campo insultando l’arbitro, e il secondo dopo che il direttire di gara aveva fatto i tre fischi di fine partita con dieci minuti di anticipo. Una decisione presa per timore di essere aggredito di nuovo e perché dopo il colpo era rimasto tramortito.
L’arbitro era stato poi accompagnato nello spogliatoio e lì erano proseguite le minacce. «Ti aspetto fuori, ti spacco la faccia». Al Dorico erano arrivati polizia, carabinieri e 118. L’arbitro era andato in ospedale dove una prognosi iniziale gli aveva dato 10 giorni per un trauma cranico non commotivo da percosse. A seguito di controlli medici era salita a 35. Il giudice Matteo Di Battista ha condanno a tre mesi il calciatore rumeno con la pena sospesa subordinata al pagamento di una provvisionale di 2mila euro da pagare alla vittima, parte civile con l’avvocato Jacopo Saccomani.
www.anconatoday.it è stato pubblicato il 2024-02-24 07:54:03 da

0 Comments