Garlasco, incidente probatorio. Sarà acquisito dna gemelle Cappa e dell’amico di Stasi Panzarasa

Garlasco, incidente probatorio. Sarà acquisito dna gemelle Cappa e dell’amico di Stasi Panzarasa


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Andrea Sempio sarà interrogato martedì 20 maggio dai pm di Pavia titolari dell’inchiesta che lo vede indagato per l’omicidio in concorso di Chiara Poggi avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco e per il quale è stato condannato in via definitiva a 16 anni di carcere il fidanzato Alberto Stasi. L’interrogatorio – la notizia è stata anticipata dalla trasmissione Quarto Grado – è stato chiesto dai magistrati che indagano sull’amico del fratello della vittima.

Sul caso ieri è stato il giorno degli avvocati, le tracce da rianalizzare, il Dna, a distanza di 18 anni l’inchiesta che  – comunque – ormai è ripresa. La prima notizia che è emersa nel corso della giornata è che sarà acquisito il dna delle gemelle Paola e Stefania Cappa, cugine di Chiara Poggi, e quello dell’amico di Alberto Stasi, Marco Panzarasa, sarà acquisito per il maxi incidente probatorio.  

La gip di Pavia, Daniela Garlaschelli, ha formulato il quesito per i nuovi periti Denise Albani e Domenico Marchigiani e concesso un termine di 90 giorni per depositare la loro consulenza. Il procuratore aggiunto Stefano Civardi e le pm Valentina De Stefano e Giuliana Rizza hanno invece rinunciato ad acquisire il dna dei familiari della 26enne uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007 perché già acquisito da tempo.

Attesa per l’incarico ai periti

Si attende di capire se il Dna trovato sotto le unghie della vittima “sia utile e comparabile”. Sulla sua utilizzabilità infatti c’è stato un grande contrasto tra le parti. Se l’esito sarà positivo, si procederà alla comparazione con l’unico indagato, al momento, del nuovo filone d’inchiesta, Andrea Sempio e su alcune altre tracce repertate e riconsiderate nelle nuove indagini affidate ai Carabinieri di Milano. I periti incaricati, entrambi della Polizia scientifica di Milano, sono il commissario capo Denise Albani e il sovrintendente tecnico dattiloscopista, Domenico Marchigiani.

Le impronte senza nome, i cartoni della pizza

Tre impronte senza nome sul cartone di due pizze e un Dna maschile che finora è stato ritenuto inaffidabile. Si riparte da qui per Andrea Sempio dopo la perquisizione e la convocazione in caserma – ieri – per semplici formalità. Oggi venerdì 16 maggio, si terrà la seconda udienza dell’incidente probatorio nella nuova inchiesta della Procura di Pavia – affidata ai carabinieri di Milano – sull’omicidio di Chiara Poggi.

Legale Poggi: “All’epoca non scavarono nemmeno nel giardino di Stasi”

 “È chiaro che noi siamo per la verità che è già stata accertata, non ci opponiamo agli accertamenti che devono farsi anche perché non potremmo farlo. Speriamo solo che tutto venga letto assieme a quello che è stato fatto prima altrimenti sarebbero dei lavori inutili”. Lo ha detto l’avvocato della famiglia di Chiara Poggi, Gian Luigi Tizzoni, entrando in tribunale a Pavia.

“Dopo 18 anni fa specie pensare che all’epoca non scavarono nemmeno nel giardino di Stasi e non guardarono nemmeno nei mille canali che circondano Garlasco e la casa di Stasi. Comunque bene che si facciano questi approfondimenti, so che sono costosi e faticosi quindi bisogna avere rispetto per le istituzioni che vogliono approfondire”. Così, continua il legale. 

“Non ci sorprende nulla – ha detto Tizzoni rispondendo ai cronisti a una domanda sulle ricerche effettuate mercoledì nel canale di Tromello vicino all’ex casa di famiglia delle gemelle Cappa – quello che ci sorprende è che non sono state fatte prima queste cose. Anzi io direi – conclude – Garlasco è piena di canali, anche attorno alla casa di Stasi. Perché non andare lì a guardare, si fa sempre in tempo”.

Garlasco, incidente probatorio. Sarà acquisito dna gemelle Cappa e dell’amico di Stasi Panzarasa

Delitto di Garlasco, Chiara Poggi e le sue cugine (Tg1)

Caso Garlasco omicidio Chiara Poggi

Caso Garlasco omicidio Chiara Poggi (Rai2)

21/03/2025

Il punto dell’utilizzabilità dei risultati delle analisi

Il primo punto è il più controverso: valutare l’utilizzabilità del profilo estratto dal materiale trovato sulle unghie della ventiseienne. Nel processo d’appello bis contro Stasi, il perito Francesco De Stefano aveva concluso, in accordo con i consulenti, sull’inutilizzabilità dei risultati. Conclusione sempre condivisa dal genetista Marzio Capra (famiglia Poggi) e dall’ex comandante del Ris Luciano Garofano (Sempio). Di opposto avviso il genetista forense Ugo Ricci consulente di Stasi e Carlo Previderé che nella sua relazione alla Procura di Pavia parla di compatibilità.

Il cromosoma “Y” sui frammenti

La traccia prelevata a Sempio lo scorso 13 marzo potrebbe restituire il match, ma il cromosoma Y (sui frammenti delle unghie della vittima) non è identificativo: indica solo la linea paterna e non è databile. Difficile possa bastare da solo per formulare le accuse contro il giovane che frequentava la villetta di via Pascoli. Inoltre, l’elemento poco si sposa anche con la dinamica dell’omicidio: Chiara Poggi, chiarisce ogni sentenza, è stata sorpresa dall’assassino e non ha provato a difendersi.
 

Le 60 impronte repertate

L’appuntamento di ieri è servito, oltre che per definire il possibile quesito su cui dovranno lavorare perito e consulenti, anche per verificare la presenza delle impronte di Sempio a casa Poggi: sono 60 le impronte repertate subito dopo il delitto nell’abitazione e gli investigatori hanno dato un nome a tutte, tranne a tre tracce sui cartoni delle due pizze mangiate dalla vittima e dal fidanzato la sera prima dell’omicidio.

L’incidente probatorio si estenderà anche ai tamponi custoditi nell’istituto di Medicina legale di Pavia e ai reperti conservati nei laboratori del Ris di Parma. In un’inchiesta che non risparmia sorprese quotidiane anche domani, in aula, si preannunciano scintille.

L’avvocato di Sempio solleva osservazione durante udienza a Pavia: “Solo accertamenti genetici”

“Abbiamo presentato un’osservazione, relativamente al fatto che l’incidente probatorio non può essere esteso oggettivamente: si può allargare ad altri soggetti, ma devono essere sempre accertamenti genetici”. Lo ha dichiarato oggi Angela Taccia, uno degli avvocati di Andrea Sempio. “Il codice impone che l’incidente probatorio sia delimitato sin dall’inizio – ha sottolineato l’avvocata Taccia -. Quindi non può essere esteso alle impronte digitali; non si può fare, nonostante ci sia stata la richiesta e poi l’ammissione di un perito dattiloscopico che avrà eventualmente un altro compito, ma non quello”. 

“Ci va bene che il Dna venga comparato con altre persone – ha aggiunto la legale -, ma abbiamo chiesto di integrare i quesiti con la valutazione della ‘catena di custodia’, che tiene conto di come i reperti negli anni siano stati conservati. Dopo tutto questo tempo, è necessario valutare se la conservazione sia stata fatta con criteri idonei, tenendo conto di variabili come l’influenza della temperatura, ma anche del passaggio da un laboratorio a un altro”.   

Nessun commento sulla perquisizione effettuata mercoledì a casa di Andrea Sempio: “non c’è nessuna valutazione da parte nostra, perché si tratta di indagini tradizionali”. 

 

Legale di Stasi: “Vive nuove indagini con speranza e paura”

“Alberto vive questo momento con grande speranza e con un po’ di paura, perché tutte le persone che hanno sofferto e credono di soffrire in maniera ingiusta hanno paura di svegliarsi e dire: ‘no, non sta succedendo niente'”. Così uno dei legali di Alberto Stasi, l’avvocato Antonio De Rensis, entrando in tribunale a Pavia per l’incidente probatorio davanti al gip sul delitto di Garlasco. “Lui ha quello stato d’animo che tutti noi possiamo immaginare per chi si professa innocente pur continuando a rispettare le sentenze”, ha aggiunto il legale. 

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www.rainews.it è stato pubblicato il 2025-05-17 00:12:00 da


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