‘Giù le mani dal molo Clementino’ è il grido di protesta che si è e…

‘Giù le mani dal molo Clementino’ è il grido di protesta che si è e…


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‘Giù le mani dal molo Clementino’ è il grido di protesta che si è e…

ANCONA – Cori, bandiere, musica e striscioni. Con il lungo serpentone composto da all’incirca 400 persone che ha effettuato più di una sosta per ascoltare gli interventi degli esponenti politici e non, lungo il percorso che li ha condotti da piazza Pertini alla Fontana dei Due soli al Porto antico. Questo e molto altro è la manifestazione tuttora in corso ad Ancona denominata ‘Giù le mani dal molo Clementino’, volta a protestare contro l’intenzione di trasformare l’area vicina alla Fincantieri in un hub utile all’attracco delle grandi navi da crociera ed avente come sottotitolo, diciamo così, ‘Non c’è disastro ambientale senza disastro culturale’. Alla manifestazione hanno preso parte partiti politici e movimenti come Altra Idea di Città, Movimento 5 Stelle, Europa Verde, Sinistra Italiana, Partito Comunista Italiano e associazioni e comitati come il Comitato Porto Città, Fridays For Future, Extintion Rebellion, Mal’Aria, Onda Verde, Falkatraz e molte, molte altre. Di certo non sono mancati anche cittadini che spontaneamente si sono uniti al serpentone lungo il tragitto per sostenere la causa comune. Alla base della protesta le seguenti motivazioni: In base al Pia redatto dal professor Bonifazi, ad Ancona ogni anno circa 110 persone perdono la vita prematuramente a causa dell’inquinamento dell’aria e quindi, costruire un altro scalo crocieristico, per loro non ha molto senso. Senza considerare che l’opera andrebbe a deturpare il Porto antico e la bellezza paesaggistica dell’intera città.

I manifestanti si sono radunati a piazza Pertini attorno alle 17. E dopo un’introduzione fatta al microfono da Patrizia Santoncini del Comitato Porto Città, il corteo si è mosso verso una delle traverse di piazza Stamira per scendere poi lungo corso Stamira. Giunti a piazza Roma, una prima serie di discorsi al microfono utili a spiegare le motivazioni della protesta. La lunga fila si è poi diretta in zona banca d’Italia per girare a destra e imboccare il porto: destinazione Fontana dei Due soli. In mezzo qualche altra sosta utile a far parlare altri esponenti delle forze politiche e non che hanno partecipato alla protesta. Tanti gli slogan cantati dai presenti. Da ‘I fumi neri li respiriamo, ogni giorno ci ammaliamo’ a ‘Il Porto antico è dei cittadini via via chi ci vuole fare quattrini’, per passare a ‘Ci state privando di un pezzo di città, amministrazioni altolà’ e concludere con ‘Soprintendenza guarda questi beni, li hai svenduti senza freni’. Francesco Rubini, capogruppo di Altra Idea di Città in consiglio comunale: «Questa manifestazione si inserisce all’interno di una mobilitazione che ormai dura da un paio d’anni, in cui noi di Aic siamo stati parte integrante dentro e fuori il consiglio comunale, contro la realizzazione della banchina grandi navi da crociera al molo Clementino e per un’idea di porto diverso, sempre in difesa del porto antico. Crediamo – prosegue – che questa idea sia dannosa per il porto e la città dal punto di vista ambientale, paesaggistico e urbanistico e rischia di vincolare per tanti anni questa città alle grandi navi da crociera, privando tutti noi del porto antico. Quindi noi oggi vogliamo dire con forza al sindaco Silvetti di opporsi a questo progetto per fare in modo che venga ritirato». Lorella Schiavoni del Movimento 5 Stelle, ex consigliera comunale aggiunge che «Siamo qui perché il Pia ha certificato 110 morti premature all’anno. Pertanto non siamo contrari in maniera assoluta alle grandi navi da crociera, ma non al Molo Clementino». Il Referente giovani del Gruppo territoriale di Ancona del M5S Federico Giampieri aggiunge: «Abbiamo la necessità di riappropriarci del nostro porto onde evitare che L’autorità di sistema portuale possa modificare il Piano regolatore portuale senza il consenso di Regione e Comune. Invece occorre salvaguardare la salute pubblica. Il nostro quindi è un fermo no. Le crociere già ci sono e i turisti sbarcano. Non servono assolutamente sotto il Colle Guasco».

Caterina Di Bitonto, co-portavoce di Europa Verde ad Ancona ritiene che «la città vada valorizzata con tutto ciò che ha di bello, quindi anche il Porto antico e le bellezze paesaggistiche. Di base non siamo contrari al turismo, ma questo la città deve valorizzarla aiutandola quindi a crescere, non a inquinarla. Non per ultimo i beni architettonici del Porto antico vanno rispettati. E poi c’è il problema della salute, dato che il porto di per sé già inquina».

Antonio Capitanio, responsabile regionale Lavoro di Sinistra Italiana: «Come Si abbiamo aderito convintamente alla piattaforma Porto: Ambiente Salute Lavoro. Sui temi ambiente e salute il comitato Porto-Città ha ampiamente dimostrato le ragioni della nostra lotta. Vogliamo aggiungere qualche parola sul tema del lavoro. Pensiamo a un porto sostenibile da un punto di vista sociale. Gli operai impegnati nei cantieri navali, in cui le grandi navi vengono prodotte, grazie al sistema dei subappalti, per pochi euro all’ora rischiano la salute e la vita. Senza parlare della piaga del caporalato. È chiaro che un sistema di produzione simile, in cui si può lucrare sul lavoro e sua vita delle persone, non è sostenibile, e ha come conseguenza la ricerca di un mercato sempre maggiore, di cui il banchinamento del Molo Clementino e i maggiori attracchi settimanali sono la conseguenza. La nostra battaglia non finisce oggi. Per questo vi invitiamo a unirvi a noi anche dopo questa manifestazione, perché le sfide che ci aspettano sono tante, visto il momento che vive oggi il nostro Paese».

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www.anconatoday.it è stato pubblicato il 2024-09-21 19:04:35 da


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