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ANCONA – Pensava di essere assunto, come badante, ottenendo così subito il permesso di soggiorno per il quale aveva avviato le pratiche da tempo. Invece si è ritrovato senza 4mila euro. Ad intascarseli sarebbe stato un 65enne, italiano, che gli doveva avviare le pratiche per l’assunzione. Era il 2020, era uscita una sorta di sanatoria per chi regolarizzava i contratti di lavoro a stranieri, facendo emergere l’onda del lavoro nero. Un bengalese, che al tempo risiedeva nel quartiere del Piano, aveva timore che senza un permesso di soggiorno potesse perdere il lavoro provvisorio che aveva ai cantieri navali così quando aveva conosciuto il 65enne, che si era offerto di fargli un contratto approfittando di quella sanatoria, aveva posto tutta la sua fiducia pagando inizialmente 3mila euro, in contanti, e poi altri 750 sulla postepay della moglie dell’uomo, originario di Santa Maria Nuova. Troppo cash lo aveva insospettito.
Preferiva lasciare una traccia del pagamento. Il 65enne, dopo aver incassato le somme, sarebbe sparito. Il bengalese si è rivolto prima ad un avvocato, Stefano Brugiapaglia, poi ha sporto denuncia ai carabinieri. Il 65enne è finito a processo per truffa davanti alla giudice Paola Moscaroli. Facendo un controllo all’Inps è risultato che la domanda avviata dal 65enne, già con precedenti per truffa, l’istituto l’aveva respinta perché non c’erano i presupposti economici da parte del richiedente per farsi carico di quel lavoratore. La stessa persona avrebbe presentato altre pratiche simili è sempre respinte. L’imputato, difeso dall’avvocato Giorgio Marchetti, respinge le accuse. Le pratiche le avrebbe avviate e il denaro usato per la documentazione ma non quelle cifre sostenute dalla vittima che si è costituita parte civile con l’avvocato Brugiapaglia. Sarebbe stato poi il bengalese a scomparire. Per un difetto di notifica l’udienza di oggi è stata rinviata al 21 marzo. Il periodo della presunta truffa risale ad agosto e settembre 2020.
www.anconatoday.it è stato pubblicato il 2024-01-04 21:29:25 da

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