I clan radicati al Nord e il ruolo delle donne, «cordone ombelicale della ‘ndrangheta»


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ROMA «Non va da nessuna parte, anche per una questione di sicurezza, lo devi vedere come un grande onore… è venuto per dirmi ok, di andare avanti…». A parlare in una intercettazione chiave dell’inchiesta della Procura di Bologna che ha smantellato l’organizzazione facente capo al clan di Cutro Grande Aracri attivo a Reggio Emilia, è una donna, Roberta Tattini, in carcere per concorso esterno in associazione mafiosa. Una donna, non legata direttamente al clan e che poteva sembrare apparentemente lontana dalle logiche criminali, ma che stando a quanto emerso dall’inchiesta “Aemilia” si sarebbe messa «a completa disposizione» del boss Nicolino Grande Aracri. Per lei incontrarlo – come afferma nelle conversazioni captate – è stato «un grande onore». Parla di questa e di altre figure…

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www.corrieredellacalabria.it è stato pubblicato il 2025-06-25 16:18:43 da Redazione Corriere


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