«I Fasti senza visitatori, Veneziani assente in Ricci Oddi e in maggiora…


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«Per 50mila euro di affitto del quadro di Gustav Klimt potremmo aver perso centinaia di migliaia di euro, anche 600mila euro». Jonathan Papamarenghi, consigliere della Civica Barbieri, con un passato da assessore alla cultura, se la prende con la Giunta Tarasconi per aver inviato ad Aosta il “Ritratto di Signora”, di proprietà della galleria d’arte “Ricci Oddi”.

«Ce ne siamo privati nel periodo di punta, dicembre – spiega -, così la mostra di Aosta che lo ospita ha fatto 11mila visitatori. Per ogni biglietto staccato si può ipotizzare un indotto di almeno 60 euro. In questo modo il Klimt ha aiutato un’altra città a registrare 600mila euro di indotto. È uno schiaffo per la nostra città». Papamarenghi cita le altre opere della galleria in prestito: il De Nittis al castello di Novara, il Casorati sempre ad Aosta, più altre due opere a Xnl. La galleria la stiamo svuotando e spolpando, i visitatori chiedono il rimborso del biglietto e si lamentano».  

Papamarenghi contesta anche i numeri delle presenze turistiche della nostra città. «Piacenza è fanalino di coda nel Nord Italia. Nel 2023 le città d’arte hanno registrato pernottamenti in aumento del 30-35%, noi siamo fermi al 3-4%. Qualcosa non va».

E l’ex assessore segnala che il “gioco di squadra” tra le istituzioni stia già venendo meno. «“Rete Cultura Piacenza” dove è finita? Ognuno va per la sua strada. Xnl, Diocesi, Banca di Piacenza, Comune si costruiscono il proprio evento, non c’è regia. Almeno la Banca continua a fare bene, senza bisogno di aiuti. Il Comune, invece, non è nemmeno all’altezza di organizzare».

  • Consigliere, cosa non funziona alla “Ricci Oddi”?

Il Comune non assolve i suoi impegni. Non sta facendo la manutenzione degli spazi, dopo che Fiazza ha sventolato in Consiglio le foto dell’umidità dei locali. E ora prestano il Klimt per raccogliere 50mila euro. Il presidente Jacopo Veneziani è un mio compaesano (entrambi sono originari di Lugagnano, nda), ma non posso stare zitto. È un bravo storico e influencer dell’arte, ma come presidente sta mancando. Non mette piede da cinque mesi in galleria. Il sindaco lo sa? Eppure il suo libro in Fondazione lo ha presentato e fa altrettanto nelle città dove le opere della galleria sono in prestito. Intanto, però, il personale della galleria lo cerca e non lo trova. Tarasconi aveva promesso una gestione “smart”, nuovi progetti, più comunicazione, più giovani in galleria. Mi aspettavo almeno qualche post sui social di Veneziani. Invece niente. Utilizza il ruolo di presidente per il proprio tornaconto personale. La situazione grida vendetta, dopo che nel precedente mandato si iniziava a vedere la luce.  

  • L’assessore alla cultura Christian Fiazza sta subendo alcune critiche interne, si dice.

Le rese dei conti interne all’Amministrazione non devono danneggiare la città. È evidente che qualche consigliere della maggioranza ha ambizioni, vuole fare le scarpe all’assessore per prenderne il posto. Si butta la croce addosso ad un assessore che spesso critico, ma che non può diventare il capro espiatorio di tutto. Il centrodestra, almeno, non farà questo gioco. Fiazza deve però guardarsi in casa. Già gli è stata tolta la delega al marketing qualche mese fa…

  • Lei ad esempio ha contestato dal principio la mostra dedicata ai Fasti Farnesiani. Perché?  

Il sindaco si è presa la responsabilità di dire che sarebbe stata “una mostra dai grandi numeri”. Bene, nel momento in cui parlo è venerdì 12 gennaio. Per domenica 14 gennaio sono previste 7 prenotazioni di visitatori. Ogni mezz’ora la mostra avrebbe 75 posti disponibili. Eppure stacca solo 7 biglietti. La mostra è nata male sotto ogni profilo. Già si sceglie un tema che non può avere una grande presa commerciale e non ci si affida ai massimi esperti del periodo storico, affidando a loro la cura della mostra, ma gestendo tutto internamente in Comune. La comunicazione è stata esternalizzata a due mesi dall’inaugurazione, senza affidare a questa società privata la vendita dei biglietti: si sarebbero messi maggiormente in gioco nella promozione e negli allestimenti, che non convincono. La mostra del “Piccio” della Banca di Piacenza è costata meno di un decimo dei Fasti e i visitatori sono soddisfatti. Comunque, alla fine, vedremo gli incassi. A mio parere saranno pari a quelli di una mostra organizzata da una qualsiasi pro loco di provincia.

  • Anche gli eventi collaterali ai Fasti non sono stati fortunati…

È un’altra pagina di incapacità amministrativa dell’assessorato. Fiazza collabora per mesi con una persona, Andrea Bricchi. Vengono coinvolti alcuni artisti, si stampa il materiale, gli scatoloni arrivano a Palazzo Mercanti per la distribuzione. Il tutto senza un impegno scritto che inquadri la figura di Bricchi. Lo si coinvolge all’inaugurazione e poi gli viene revocato l’incarico a mostra iniziata. La trovo una mancanza di serietà totale.

Ho chiesto i numeri reali e le spese dell’ente fiere, informazioni che potrebbero essere utili anche al sindaco. Ad esempio i numeri dei biglietti veramente venduti per la Fiera dei Vini sono diversi da quelli dichiarati dalla società. L’ente non mette in campo iniziative strategiche, ad esempio questa fiera è nata solo per dispetto a quella della Fivi, traslocata a Bologna (proprio da Piacenza). In questo modo i bilanci della società sono negativi e il Comune deve intervenire per ripianare.

  • Ci sono questioni politiche da risolvere a Palazzo Mercanti?

Il sindaco ha dimostrato che si muove come un elefante in cristalleria. Paola Gazzolo l’ha voluta lei alla presidenza del Consiglio comunale, non coinvolgendo il Pd e il resto della maggioranza. Ora nessuno si aspetti che il centrodestra dia una mano per una mozione di sfiducia a Gazzolo, non parteciperemo al “regolamento di conti” interno al centrosinistra. So che la Regione si sta impegnando per trovare una soluzione, una “via d’uscita”, un ruolo per Gazzolo. Però questa modalità non ci piace, è tipica di un certo modo di gestire la città.

Ai molteplici “accordi sottobanco” che vengono poi presentati all’esterno, calandoli dall’alto. Si nota nelle pratiche urbanistiche, come l’ex Manifattura Tabacchi, piazza Cittadella, la questione piscine e Polisportivo, l’ex Acna, la metropolitana leggera. Nessuna di queste è inserita nel Pug. Tarasconi ha una visione di città, ma la tiene nascosta ai suoi consiglieri, che vengono a sapere le cose all’ultimo. Mentre i suoi consiglieri si lamentano per le colate di cemento lei dichiara di “non voler far scappare in Lombardia investitori e imprenditori”. Intanto il Pug è ancora al palo e Fantini continua a spostare in là il tema, mentre su queste pratiche si “corre veloce”, prendendo decisioni che vincoleranno Piacenza per 50 anni. Il sindaco spieghi la sua visione di città, la renda chiara. Perché mi sembra che decida nelle “segrete stanze” e poi in pubblico giochi a fare l’influencer.

  • Il centrodestra fa opposizione in maniera compatta? Spesso la Civica Barbieri-Liberi assume atteggiamenti diversi da Fratelli d’Italia e Lega…

Si è dimostrato a tutti i livelli che “uniti si vince” e la civica risulta essenziale per dare voce ai tanti elettori che non si riconoscono pienamente negli schieramenti politici. Al di là delle sensibilità che si vedono in Consiglio sui singoli temi, c’è comunione d’intenti e si lavora insieme, con l’obiettivo anche di allargare la squadra. I piacentini sono scontenti dell’Amministrazione, sarebbe un atteggiamento colpevole farsi prendere dai personalismi e dalle divisioni di bandiera. Bisognerebbe lavorare per costruire un’alternativa.

  • Papamarenghi, lei è stato sindaco di Lugagnano per dieci anni e a giugno si vota anche in questo comune. Sarà della partita?  

Sono gratificato che, ora che ci avviciniamo al voto, mi contattino, d’altronde non ho mai spostato la residenza e il domicilio e quindi non escludo di valutare la possibilità di dare un contributo.

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www.ilpiacenza.it è stato pubblicato il 2024-01-13 06:00:00 da


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