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SILVI. La carezza della memoria è in quel pezzo di roccia che mamma Adima lascia sulla bara «così avrà sempre con sé la sue Alpi».
Perché Giulio Alberto Pacchione la montagna l’aveva nel cuore e nella testa e nel giorno in cui tutta la comunità di Silvi lo abbraccia per l’ultima volta con il lutto cittadino dopo i funerali di Stato a Tarvisio, questo 28enne finanziere del Soccorso alpino deceduto con il collega Lorenzo Paroni durante una scalata di addestramento sulle Alpi è in mille pensieri, ricordi, azioni, parole.
Quelle delle istituzioni, dai vertici regionali e provinciali della Finanza all’amministrazione comunale, dei colleghi, degli amici di Silvi e di quelli arrivati da quel Friuli in cui si era trasferito a 14 anni per seguire il suo sogno prima come maestro di sci e poi come soccorritore. Nella chiesa dell’Assunta stracolma di gente, mamma Adima Lamborghini e papà Dario Pacchione, medici pediatri molto conosciuti e stimati con l’uomo consigliere comunale, stringono mani e i ricordi diventano zattere a cui aggrapparsi.
Con mamma Adima che così come fatto a Tarvisio legge una pagina della liturgia delle parole, che ringrazia tutta la comunità di Silvi «per la grande partecipazione al nostro dolore», che ha parole di riconoscenza per il cappellano militare don Antonio «che non ci ha mai lasciato con un senso di vicinanza andato oltre le parole» e per tutta la guardia di finanza « con la grande famiglia militare che non ci mai fatti sentire soli».
E riesce a trovare per tutti quelle più giuste, quelle che sanno di amore e dolore. Nell’omelia il cappellano ricorda «la competenza e la dedizione di Giulio Alberto e Lorenzo che sono decessi per svolgere con amore il loro servizio, che hanno aperto non solo la via sulla parete rocciosa ma quella dedicata a quanti hanno bisogno di aiuto e soccorso».
E c’è il collega finanziere del Soccorso alpino Edoardo Ricci che con Giulio Alberto ha condiviso l’anno di addestramento nella scuola alpina della Finanza a Predazzo che ricorda «il validissimo ed esperto collega e il caro e indimenticabile amico». E ci sono i finanzieri del Soccorso alpino che portano a spalla la bara avvolta nel Tricolore, il picchetto d’onore, le parole della preghiera del finanziere a conclusione della liturgia.
E poi, all’esterno, i palloncini bianchi, i fiori, gli applausi, gli abbracci che diventano collettivi, gli sguardi di mamma e papà, dei fratelli Dario Michele (nella Marina militare) e di Diana Sofia che quei ragazzi amici e colleghi di Giulio Alberto vorrebbero stringerli tutti. Sanno di Giulio Alberto, della sua voglia di vivere, della sua forza, dei suoi sogni, del suo sconfinato amore per la montagna su cui stava aprendo nuove vie di arrampicata. Sanno di Giulio Alberto soprattutto ora che lui non c’è più.
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L’articolo I genitori di Giulio Alberto: «Grazie alla comunità di Silvi» – Teramo
www.ilcentro.it è stato pubblicato il 2023-08-23 03:23:00 da

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