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«Sa qual è la verità secondo me? Che Giuseppe Castiglione non aveva la consapevolezza che questo suo amico, diciamo così, fosse il membro di un clan. Temo che questa vicenda nasca innanzitutto da un comportamento dovuto a buona fede»: Raffaele Lombardo risponde al telefono di buon mattino a 24 ore dall’arresto di uno dei suoi uomini di punta all’Ars e nel cuore del bacino elettorale dell’Mpa, Catania.
Lei oltre a essere il leader del suo partito è anche un amico di Giuseppe Castiglione. Come sta vivendo l’arresto di uno dei suoi uomini di punta?
«Intanto penso a sua moglie, ai due bambini e alla madre tremendamente colpita dalla morte improvvisa del padre di Giuseppe, Santo, uomo amatissimo a Catania. Ho chiamato la moglie e l’ho trovata turbata, quasi terrorizzata da un arresto avvenuto all’alba. Anzi, quando era ancora notte».
Capisco l’aspetto umano della vicenda. Ma torniamo al punto politico. Che idea si è fatto della vicenda che riguarda un suo deputato all’Ars?
«Ha commesso una ingenuità ma, scommetto, senza avere idea della caratura del suo interlocutore. E poi mi chiedo: questa persona che gli prometteva voti, li aveva davvero questi voti? Secondo me comunque Castiglione, ripeto, non aveva la consapevolezza di essere a contatto con un uomo dei clan».
Il testo completo dell’intervista sul Giornale di Sicilia in edicola oggi
catania.gds.it è stato pubblicato il 2025-02-26 10:51:00 da

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