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LECCE – Marco Giampaolo resta al proprio posto, mentre la partenza alla volta di Bergamo, dove venerdì, alle 20,45, il Lecce affronterà l’Atalanta, viene anticipata onde svolgere in zona un periodo di ritiro, per provare a ritrovare il filo del discorso oramai smarrito da diverse settimane. È questa la scelta operata dal Lecce e comunicata con una nota nella giornata di Pasqua, dopo il sabato di passione vissuto al «Via del Mare» nella partita interna persa malamente con il Como.
La nota del club di via colonnello Costadura parla di «piena fiducia al mister Giampaolo, al suo staff ed a tutto il gruppo squadra, fino al termine del campionato, per il raggiungimento dell’obiettivo salvezza». La società ribadisce quindi fermamente di credere che il Lecce possa meritare di restare in massima serie.
D’altro canto (ma il comunicato del sodalizio giallorosso è stato diramato prima del match tra Empoli e Venezia), il pareggio per 2-2 registratosi nella sfida tra toscani e veneti, ha permesso alla compagine salentina di restare su quella quart’ultima piazza che, se conservata al termine degli ultimi 90’, significherebbe permanenza.
Pertanto, a dispetto delle indicazioni negative emerse, per il Lecce, nelle ultime settimane, è doveroso credere di potere centrare l’obiettivo-salvezza, anche se ora il vantaggio rispetto alla squadra allenata da Roberto D’Aversa ed a quella guidata da Eusebio Di Francesco si è ridotto ad una sola lunghezza. Ma anche a dispetto del fatto che, da qui alla conclusione della stagione, sulla carta, il calendario con il quale dovranno fare i conti Federico Baschirotto e compagni si preannuncia di gran lunga più complicato di quello delle dirette rivali.
Insomma, siccome cambiare trainer a cinque turni dalla fine sarebbe stato un salto nel buio, quasi un gesto disperato che avrebbe risposto solo alla logica di tentare di imprimere una scossa al gruppo, il Lecce ha optato per provare ad ottenere il medesimo risultato con un ritiro con il quale tentare di stimolare una reazione da parte del collettivo. Un gesto come quello effettuato nella stagione (2017/2018) della promozione dalla C alla B con Fabio Liverani in panchina, alla vigilia della trasferta di Reggio Calabria, con la squadra in grave difficoltà.
Appare chiaro a tutti, infatti, che il team «timido» visto all’opera per lunghi tratti nel match con il Como possa solo sprofondare verso la serie cadetta e che, per avere qualche chance di invertire la rotta, sia necessaria una reazione, in primo luogo caratteriale e poi, per quanto possibile visti certi limiti oramai palesi, tecnico-tattica.
Nell’ottica della difficilissima partita con l’Atalanta terza in graduatoria, complesso allestito per cimentarsi in Champions, si tratterà di lavorare innanzitutto sul piano mentale, in quanto i calciatori giallorossi sembrano spaesati ed hanno l’autostima sotto i tacchi. Ma poi occorrerà trovare una idea di gioco credibile perché si ha la netta impressione che Giampaolo abbia un po’ smarrito il filo del discorso, effettuando delle scelte sovente poco comprensibili per gli stessi calciatori.
Quando la situazione è delicata ed il morale è ai minimi storici l’unica strada percorribile è probabilmente quella di provare a proporre un calcio molto semplice, anche se, da diverse settimane, i problemi sul tappeto sono numerosi.
I più gravi sono due. Il primo è in fase di impostazione, stanti le caratteristiche tecniche dei due centrali difensivi e dei due mediani ed anche in considerazione del fatto che, al momento, Medon Berisha stenta ad esprimere il meglio del proprio repertorio.
Il secondo, legato alla fase di non possesso, è connesso alla circostanza che, con una puntualità svizzera, il Lecce commette in ogni match qualche svarione o errore di lettura che rappresenta un vero e proprio invito a nozze per gli avversari ad andare in rete.
Quali soluzioni vadano adottate per sciogliere questi e gli altri nodi sul tappeto è un compito di Giampaolo e del suo staff, ma il tempo stringe e, per non affondare, bisogna riuscirci in fretta, nonostante dietro l’angolo ci siano due incontri in teoria proibitivi, come quello esterno con l’Atalanta e quello casalingo con il Napoli.
Si dice spesso che il calcio è bello perché non ci sono risultati scritti in partenza e perché può accadere che una «piccola» batta una big: è arrivato il momento che a centrare un simile colpaccio sia il Lecce. Non esistono altre strade per restare in A.
La cosa certa è che, se retrocessione dovrà essere, almeno è lecito sperare di non assistere ad altri «spettacoli» come quello andato in scena nella gara Lecce-Como.
www.lagazzettadelmezzogiorno.it è stato pubblicato il 2025-04-22 11:50:23 da
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