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Chi l’ha provato racconta che già al primo utilizzo la sensazione è quella di avere di nuovo il proprio piede. SoftFoot Pro, il prototipo di piede artificiale sviluppato dall’Unità Soft Robotics for Human Cooperation dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, è una protesi unica sul panorama internazionale, perché riproduce la fascia plantare del piede umano e la sua capacità di deformarsi e adattarsi alle asperità del terreno.
Privo di motori e impermeabile, il dispositivo è composto da un meccanismo ad arco in titanio e da cinque catene di materiale plastico ad alta resistenza che simulano la struttura ossea dei piedi umani: in questo modo aumenta la presa sul terreno, rendendo più naturali gesti quotidiani come salire e scendere le scale oppure chinarsi per allacciare una scarpa. Oggi le protesi hanno invece soltanto una funzione elastica, di propulsione, che le rende più faticose da utilizzare ed espone a un maggior rischio di caduta.
Questo piede si propone anche come soluzione per i robot umanoidi, ma la sperimentazione sull’aspetto protesico è al momento più avanzata: la speranza è di ottenere la licenza per presentarla sul mercato in un paio d’anni.
Nel servizio, le interviste a Flavio Gaggero, tester di SoftFoot Pro, e a Manuel G. Catalano, ricercatore presso il Laboratorio SoftBots di Iit
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