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Un corso di laurea in Economia dei trasporti e della logistica alla Spezia. Non si tratta solamente di un’idea suggestiva, bensì di una proposta con basi solide avanzata da Salvatore Avena, ex assessore comunale spezzino e attuale amministratore delegato di La Spezia Port Service e segretario generale delle associazioni del porto.
Nel giorno in cui l’Autorità di sistema portuale e Lsct hanno firmato l’atto di sottomissione che porterà a concretizzare gli investimenti del terminalista per l’ampliamento di moli e piazzali, Avena introduce il suo ragionamento partendo dai numeri sulle attività portuali e logistiche contenuti nel Rapporto economico provinciale presentato nei giorni scorsi dalla Camera di commercio.
Dati che confermano il primato della blue economy per l’economia provinciale e che descrivono come portualità e logistica rappresentino il 21,3 % del valore aggiunto provinciale. Una quota che, secondo Avena, si consolida come strategica peraltro in linea con una consapevolezza fortunatamente sempre più diffusa anche a livello nazionale, dove i porti rappresentano 1,5 milioni di posti di lavoro, di cui circa 800mila diretti.
“La portualità e la logistica sono fattori chiave per lo sviluppo economico di un Paese o di una Regione – spiega Avena – perché i porti sono i gateway per il commercio internazionale e la logistica è responsabile del trasporto e della distribuzione delle merci. Per questo un sistema portuale e logistico efficiente contribuisce a generare crescita economica, a creare posti di lavoro e a migliorare la competitività delle imprese. Ma per raggiungere questi obiettivi è fondamentale continuare a puntare sull’innovazione e sullo sviluppo tecnologico per trovare soluzioni sempre più avanzate nella gestione dei flussi e delle infrastrutture, condizioni ormai irrinunciabili per competere con le altre realtà e creare nuove opportunità”.
Una strada che alla Spezia è ben nota e che è stata percorsa per decenni con la contaminazione reciproca di tutte le componenti della comunità portuale: dai terminal alle agenzie marittime, passando per spedizionieri, doganalisti, trasportatori e magazzini.
“Una dinamica – prosegue Avena – che ha prodotto come straordinario valore aggiunto, non solo la notevole crescita delle competenze, ma anche la naturale disponibilità e versatilità, per le figure professionali e gli operatori, verso il crescente bisogno di conoscenze tecnologiche, informatiche logistiche e portuali. Si sa che i numeri, dai quali sono partito, dicono tanto ma non tutto. Per esempio, che i dati economici del rapporto provinciale hanno un valore ancora più rilevante, perché accanto a una Nautica che produce navi e yacht dal valore aggiunto altissimo per l’economia del mare, il valore aggiunto che deriva dalla portualità e dalla logistica è ancor più rilevante essendo queste attività prevalentemente di servizi. Ci sono insomma le condizioni perché cresca l’attenzione nei confronti di un settore come quello della portualità e delle logistica e che cresca la consapevolezza del mutamento del modo di lavorare e di operare con la richiesta di nuove competenze garantite dalle figure professionali preparate dalla Scuola nazionale trasporti e logistica, dal Cisita e ora dall’Its, una formazione di alto valore e tutta spezzina. Ecco perché, se oggi è finalmente diffusa la consapevolezza di cosa rappresentano la portualità e la logistica, diventa inevitabile fare un altro passo avanti proprio nelle competenze e nelle conoscenze coinvolgendo il nostro Polo universitario estendendo a nuovi indirizzi le potenzialità dei suoi saperi”.
“Voglio dire che è venuto il tempo di valutare attentamente la possibilità di introdurre una facoltà universitaria di Economia del mare con specializzazioni nei trasporti e nella logistica. Penso che oltre ai numeri ricordati anche l’ottima reputazione conquistata dal nostro porto in Italia e nel mondo ci inducono a fare questa riflessione”, conclude l’ad di La Spezia Port Service.
www.cittadellaspezia.com è stato pubblicato il 2023-12-14 20:22:29 da
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