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Presidente Meloni: Salve, buonasera, buonasera a tutti.
Mario Sechi: Con Vittorio qua, siamo sul palco, stavamo amabilmente chiacchierando, Vittorio ha detto che è innamorato di te.
Presidente Meloni: Siccome ho sentito l’ultimo pezzetto della vostra intervista, posso confermare che ricambio i sentimenti.
Mario Sechi: Presidente, intanto grazie per essere qui con noi. In una settimana densa di appuntamenti non ci speravo, non ci speravo più, a un certo punto ho detto non ce la farà mai
Presidente Meloni: Non potevo mancare, direttore, lei lo sa.
Mario Sechi: Bene ne approfitto per farle un paio di domande visto che ci ha concesso un po’ di tempo. Che cosa è cambiato, Presidente, nello scenario politico italiano dopo la sconfitta dell’opposizione nel referendum?
Presidente Meloni: Dunque, Direttore, intanto le rispondo subito, però mi consenta prima di fare gli auguri a lei, a Libero, per i vostri primi 25 anni di vita. Voglio anche ribadire il saluto tanto al grande Vittorio Feltri ma anche al direttore editoriale Daniele Capezzone, al con-direttore Pietro Senaldi, i vice direttori, tutti i giornalisti che ogni giorno lavorano a un giornale che è diventato un punto di riferimento insostituibile nel panorama dell’informazione italiana. Ovviamente anche il saluto e il ringraziamento agli editori che si sono presi la responsabilità di mandare avanti questa bella storia. Ricordiamo, immagino l’abbiate fatto nella giornata di oggi però, la nascita di Libero è stato un grande atto di coraggio, di Vittorio, una grande sfida umana e professionale e una scelta che di fatto ha consentito di rendere più plurale un mondo dell’informazione che sappiamo per molti anni è stato caratterizzato da una marcata egemonia che pretendeva di dettare i contenuti del dibattito politico. Quel mondo, anche grazie al vostro lavoro, è finito, e noi dobbiamo ringraziarvi per aver contribuito a dare voce all’Italia libera, controcorrente e anticonformista. Quindi grazie.
Capitolo referendum. Io devo confessare che la reazione della sinistra al risultato del referendum non mi ha sorpreso. Perché, direttore, la sinistra ragiona sempre nello stesso modo. Se vince le elezioni di qualunque genere allora è un trionfo della democrazia. Se perde le elezioni di qualunque genere allora c’è un problema di democrazia. E addirittura si mettono in discussione le regole della democrazia, l’avete visto anche in questi giorni con il referendum, con gli esponenti della sinistra che il giorno dopo il voto hanno dichiarato che adesso bisogna rivedere il quorum, bisogna abolirlo, eccetera. Poi abbiamo anche assistito, diciamo la verità, a commenti abbastanza surreali nel tentativo di mascherare un esito che non sfugge a chiunque sia intellettualmente onesto. Il ragionamento dal mio punto di vista è abbastanza semplice. Se proponi un referendum, ti puoi considerare vincitore se al referendum si raggiunge il quorum e se i cittadini hanno espresso in maggioranza la posizione che sostenevano. Se l’hanno fatto hai vinto, se non l’hanno fatto non hai vinto. Qui invece noi abbiamo un’opposizione che non solo dichiara vittoria anche senza aver raggiunto il quorum ma che proclama trionfante che la Meloni è stata sconfitta perché il numero di chi ha votato, sì è superiore ai voti che il centrodestra ha raccolto alle politiche, – cosa peraltro non vera – c’è stato addirittura chi ha detto che loro sapevano benissimo che non sarebbe mai stato raggiunto il quorum e quindi non è una sconfitta, però qui, mi perdoni, se sapevate che non avreste mai raggiunto il quorum perché ci avete fatto spendere 400 milioni di euro per organizzare il referendum? Quindi lei capisce che è tutto abbastanza curioso. Però il punto centrale per me è che dall’inizio di questa vicenda, io non ho capito il senso da parte dell’opposizione, della sinistra, di presentare dei referendum abrogativi di leggi che aveva fatto la sinistra e dire che il referendum era un test contro il Governo, perché a me invece pare che fosse solo una cosa interna alle opposizioni. Se volessimo dirla tutta, anche chi è andato a votare ha votato sì, ha comunque votato contro leggi della sinistra, non contro leggi fatte da noi. Quindi cerchiamo di essere onesti. Io dico e mi pare che si sia trattato di un referendum sulle opposizioni più che sul Governo e che tra l’altro il responso sia stato abbastanza chiaro. Dopodiché cosa cambia? Nella maggioranza non cambia niente, nell’opposizione non lo so e chiaramente non sta a me dirlo, noi andiamo avanti con il nostro lavoro.
Mario Sechi: Dopo un risultato così, Presidente, dopo un risultato così netto, è chiaro, il risultato non si discute. E soprattutto sul quesito della cittadinanza, secondo lei può essere riformata poi in Parlamento? Perché si aspetta anche una discussione su questo.
Presidente Meloni: Direttore, lei conosce la mia posizione. Io penso che chiedere di ridurre gli anni di residenza dagli attuali 10 a 5 per ottenere la cittadinanza italiana fosse una sciocchezza. Solo chi vive nei salotti dei quartieri eleganti o frequenta i club esclusivi poteva pensare che fosse una buona idea. E, se posso dire, denota anche un certo provincialismo, perché ormai sono moltissime le persone che vivono più di cinque anni in un Paese straniero e poi magari si trasferiscono altrove. Secondo la logica di chi propone di dimezzare i tempi della cittadinanza, queste persone ogni cinque anni avrebbero diritto a una nuova cittadinanza. Non mi sorprende oggettivamente che anche molti elettori di sinistra abbiano bocciato il quesito, molti, molti più per la verità anche di quanti immaginassi. Io rimango dell’idea che in Italia ci sia un’ottima legge sulla cittadinanza, che non ci sia alcun bisogno di dimezzare i tempi per chiedere la cittadinanza. Peraltro, noi abbiamo di recente, come lei sa, approvato in Consiglio dei Ministri un disegno di legge per fermare gli abusi sul fronte dello ius sanguinis, cioè di chi inventava origini italiane per ottenere la cittadinanza, ma perché riteniamo che la concessione della cittadinanza sia una cosa seria e debba essere riservata a chi ha un legame autentico con la nostra Nazione. Dopodiché, ovviamente, se il Parlamento vorrà discutere con buon senso di soluzioni, per esempio, per migliorare le rigidità che riguardano la richiesta di cittadinanza per chi compie 18 anni e ne ha diritto, io le valuto senza pregiudizio, sono una persona di buon senso, ma per il resto ho le idee molto chiare e aggiungo che sono molto contenta di essere sulla stessa linea della stragrande maggioranza degli italiani. Siccome si parla sempre di democrazia, penso che tutti quanti si debba avere un po’ l’umiltà di fare i conti con quello che pensa la stragrande maggioranza degli italiani. Quindi non solo penso che il Parlamento non debba modificare la legge, ma auspico anche che nessuno la presenti una proposta del genere, perché vorrebbe dire non tenere minimamente in considerazione quello che vogliono coloro che dovresti rappresentare.
Mario Sechi: Registro il disaccordo della sala e anche di Vittorio, ma… un po’ di economia. Lo spread sfiora i 90 punti, anzi faccio una premessa, dissero che la destra al governo avrebbe creato l’armageddon finanziario, sarebbe crollato tutto. Vittorio ti ricordi? Intanto lo spread 90 punti, le agenzie di rating abbiamo visto cosa hanno detto. La produzione industriale è tornata a crescere finalmente dopo molti mesi in cui segnava il segno meno e voi la prossima Legge di bilancio firmata, Meloni-Giorgetti, è la quarta, farete un taglio delle tasse? Mi pare di capire che state lavorando a questo.
Presidente Meloni: Allora direttore, intanto grazie per aver ricordato che, quando ci siamo insediati a ottobre 2022, molti erano convinti che non saremmo neanche riusciti a fare una Legge di bilancio e che sarebbe stato questo di fatto a portare a una repentina caduta del Governo. Credo che alcuni ci abbiano sperato sul serio e quindi mi pare sotto gli occhi di tutti il fatto che abbiamo smentito i pronostici, abbiamo fatto tre Leggi di bilancio e le abbiamo fatte serie. Sono state tre Leggi di bilancio che hanno rafforzato la Nazione e che hanno dato ossigeno alle famiglie e alle imprese. Io sono molto fiera del fatto che oggi l’Italia si presenti al mondo forte e credibile, di fronte a un quadro economico e finanziario che è ovviamente molto complesso. Lo vediamo ogni giorno, e sono fiera del fatto che l’economia italiana abbia dimostrato e stia dimostrando tutta la sua solidità, tutta la sua resilienza, per cui nel primo trimestre di quest’anno il PIL è cresciuto dello 0,3 rispetto al trimestre precedente, e dello 0,7 rispetto al primo trimestre del 2024. Abbiamo fatto meglio di Francia e Germania, lei citava il livello dello spread che si è più che dimezzato rispetto al nostro insediamento, la Borsa ha registrato performance record, i titoli pubblici italiani hanno ritrovato il loro appeal, il giudizio e le agenzie di rating non dico niente, ma dicono che cresce la fiducia negli investitori, leggevo anche un dato che è stato poco pubblicizzato per cui gli investimenti esteri diretti in Italia sono aumentati del 5% mentre in Europa diminuiscono, anche qui abbiamo superato la Francia, penso che siano dati importanti per l’Italia. Mi chiedo se sono dati che fanno piacere a tutte le forze politiche o magari non a tutte, ma spero di sì. Dopodiché, vuol dire che va tutto bene? Vuol dire che il lavoro è finito? No ovviamente. Vuol dire che le cose vanno un pochino meglio e vuol dire che la strategia è giusta, che bisogna continuare nella stessa direzione, che bisogna consolidare la tendenza economica positiva che stiamo registrando, rafforzare la domanda interna, proseguire, come lei diceva, nel percorso di riduzione delle tasse.
Mario Sechi: Sono usciti oggi dati Istat trimestrali, mi aggancio a una cosa di strettissima attualità, + 141 mila occupati nel primo trimestre, + 412 mila nell’anno, l’Italia continua ad avere un boom dell’occupazione, siamo al 62,7% che è il record storico ma, secondo me, è frutto anche della stabilità di governo.
Presidente Meloni: Assolutamente sì.
Vittorio Feltri: E’ merito della mia Meloni.
Mario Sechi: Vittorio ha fatto la sintesi.
Presidente Meloni: Grazie direttore, grazie davvero.
Vittorio Feltri: Non è un complimento, è una constatazione.
Presidente Meloni: Troppo buono. Allora, io credo che sia merito sicuramente di una maggioranza coesa, di una stabilità di governo e di una strategia chiara che appunto oggi con nuovi dati certificati dall’Istat ci dice che abbiamo raggiunto nuovi record positivi in ambito occupazionale. L’ambito occupazionale è forse la cosa che mi rende più fiera. Non ci sono mai stati così tanti italiani che hanno avuto un lavoro da quando è stata fatta l’Unità d’Italia. E si tratta per di più di lavoro di qualità perché quelli che aumentano sono i contratti a tempo indeterminato, aumenta il lavoro autonomo, diminuisce il lavoro precario e per l’esattezza come segnala l’Istat, è il decimo trimestre consecutivo che cala il lavoro precario, cioè guarda caso da quando questo Governo si è insediato, questo per mandare il messaggio a chi ci dice combattiamo la precarietà ma poi la precarietà l’ha combattuta questo Governo e non l’hanno combattuta i nostri predecessori perché questo dicono i dati. E da quando siamo al governo sono stati creati più di un milione di posti di lavoro, lo dico diciamo perché oggi è anche un anniversario importante, ci ricorda il presidente Silvio Berlusconi che sul milione di posti di lavoro costruì una delle sue campagne più efficaci, penso che sia fiero di noi nel vedere che abbiamo raggiunto quel milione di nuovi occupati in due anni e mezzo.
Un altro dato del quale io vado molto fiera è che abbiamo raggiunto il record di occupazione femminile, anche questa è una bella risposta a certe polemiche che abbiamo visto in questi anni, anche perché, se noi riusciamo a recuperare lo storico ritardo del tasso di occupazione femminile rispetto alla media europea, colmiamo anche il gap generale sull’occupazione tra noi e la media europea. Dopodiché che, merito della Meloni, merito del Governo, ognuno fa la sua parte, il Governo non crea posti di lavoro, ho tentato di spiegarlo tante volte, sono gli imprenditori che creano posti di lavoro, quello che il Governo può e deve fare è creare le condizioni perché l’economia possa crescere, prosperare e sprigionare il suo potenziale. E chiaramente, da questo punto di vista è fondamentale la stabilità di governo. Così come è fondamentale la serietà nella gestione dei fondi pubblici perché fa crescere la fiducia degli investitori e del tessuto produttivo. L’ultima emissione che abbiamo fatto di BTP, 17 miliardi sul mercato, sono arrivate richieste per 210 miliardi. Sono importanti anche le misure che il Governo ha messo in campo, le misure per incentivare le imprese che assumono e investono, le misure per rafforzare il netto in busta paga dei lavoratori dipendenti, le molte misure per il Sud. Oggi abbiamo nominato Luigi Sbarra, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al Sud, perché vogliamo continuare a rafforzare l’occupazione nel Mezzogiorno, perché il Mezzogiorno in questo periodo è stato da questo punto di vista la locomotiva d’Italia, è cresciuto più della media nazionale. Quindi quello che noi cerchiamo di fare è banalmente un circolo virtuoso, più occupazione, con i salari che recuperano via via il potere d’acquisto che hanno perso negli anni precedenti, vuol dire più consumi interni che sostengono l’economia e quindi imprese spinte a incrementare ulteriormente l’occupazione. È una cosa, diciamo, una strategia abbastanza logica che noi abbiamo messo in campo e che sta dando i suoi frutti.
Mario Sechi: Presidente, tre figure, ci sono vari vertici internazionali, lei avrà occasione di rincontrare Donald Trump. Si è letto di tutto, mi dà un’interpretazione autentica, cioè la sua, dei suoi rapporti con Trump, e poi cosa pensa diciamo della lite che c’è stata tra Trump e Musk e, infine, l’ultimo grande personaggio che è salito alla ribalta adesso, come sono i suoi rapporti, aveva ottimi rapporti con Bergoglio, ma come sono i suoi rapporti con Papa Leone XIV?
Presidente Meloni: Allora, su Trump, dunque, io penso che Donald Trump sia un leader coraggioso, schietto, determinato, che difende i suoi interessi nazionali. Io mi considero una persona schietta, coraggiosa, determinata, che difende i suoi interessi nazionali. Quindi direi che ci capiamo bene anche quando non siamo d’accordo. Anche perché io credo che tra Nazioni alleate e amiche come sono Italia e Stati Uniti ci si debba e ci si possa parlare con franchezza. E quello che io ho sempre fatto con tutti, l’ho fatto anche dicendo al Presidente Trump, come a qualsiasi altro partner, che l’Italia cerca sempre di perseguire gli interessi comuni ma sia chiaro che abbiamo come priorità la difesa del nostro interesse nazionale. Dopodiché, continuo a credere che il ruolo dell’Italia debba essere quello di fare la sua parte per quello che riguarda il rapporto con gli Stati Uniti, per avvicinare sempre di più le due sponde dell’Atlantico, ho spiegato tante volte perché, sono molto felice del fatto che, anche grazie all’azione diplomatica italiana, si sia riaperto un dialogo e l’obiettivo deve essere quello di arrivare a un accordo reciprocamente vantaggioso dal punto di vista commerciale, qui parliamo dei famosi dazi, tra Stati Uniti e Unione Europea. Dopodiché su Trump e Musk, io posso dirle che, – intanto mi faccio bastare le dinamiche interne italiane per commentare quelle degli altri – però penso che questo contrasto smonti un po’ molte delle ricostruzioni che abbiamo sentito in questi mesi, che parlavano di questo sodalizio tra la destra politica e il potere tecno-finanziario, direi che invece parliamo di persone che possono decidere di avere ottimi rapporti o di averne di pessimi. Nel merito, ho visto che Elon Musk si è scusato per alcuni suoi tweet dicendo che era andato oltre, penso abbia fatto bene, e ho visto che il presidente Trump si è dichiarato disponibile a una ricomposizione che penso sarebbe una buona notizia.
Per quello che riguarda Papa Prevost, l’ho incontrato brevemente il Pontefice, ci ho parlato al telefono, dovrei vederlo sicuramente nelle prossime settimane. Posso dirle qual è la sensazione che mi ha trasmesso fin dall’inizio quando l’ho visto affacciarsi dal balcone? La sensazione di un uomo fermo nella fede e consapevole della grande missione che gli è stata affidata, con un carattere quindi deciso ma pacato. Sono rimasta colpita dai momenti di commozione che ha mostrato al mondo, sia quando appunto si è affacciato dalla Loggia delle benedizioni dopo l’elezione sia quando nella messa di inizio pontificato ha guardato l’Anello del pescatore che gli era stato consegnato. Penso che ci abbia già regalato qualche bell’insegnamento. Ha detto qualche giorno fa delle parole molto belle mentre si rivolgeva a dei sacerdoti. Ha detto che “non importa essere perfetti ma è necessario essere credibili”. Penso che sia un insegnamento straordinario soprattutto per chi come me rappresenta gli altri, ha degli incarichi di responsabilità perché quello che conta alla fine è l’esempio, l’impegno, la coerenza che metti in quello che fai, anche se ogni tanto poi puoi sbagliare e inciampare, quindi non devi puntare alla perfezione, devi puntare a fare il meglio, devi puntare alla credibilità. E quindi sono molto ottimista.
Mario Sechi: Bene grazie presidente Meloni per averci concesso il suo tempo e per aver risposto con generosità alle domande. Ai prossimi venticinque anni allora.
Presidente Meloni: Va bene. Va bene. Grazie. A presto. Arrivederci.
www.governo.it è stato pubblicato il 2025-06-13 10:05:36 da egrassi
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