Il Venerdì Santo a Foggia: Fede, silenzio e tradizione


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Foggia, 18 aprile 2025 – Il Venerdì Santo a Foggia si conferma uno degli appuntamenti religiosi più sentiti e partecipati della città. Migliaia di fedeli hanno affollato il centro per assistere alla tradizionale processione dei Misteri, un rito che si rinnova di anno in anno con la stessa intensità emotiva e spirituale. La processione ha preso il via al calar della sera, in un’atmosfera densa di raccoglimento. Le statue dei Misteri – sette simulacri lignei che raccontano i momenti più dolorosi della Passione di Cristo – hanno sfilato per le vie cittadine, accompagnate da marce funebri e dal passo cadenzato dei portatori, in completo nero e con la fascia bianca.

Il momento più toccante, come da tradizione, si è consumato in Piazza XX Settembre, dove si è svolto l’incontro tra il simulacro del Cristo morto e quello della Madonna Addolorata. Un silenzio surreale ha accompagnato la scena, interrotto soltanto dal suono struggente della banda e dagli applausi commossi dei presenti. Grande partecipazione anche da parte dei giovani, delle confraternite e delle autorità locali. La processione, organizzata con cura millimetrica, ha rappresentato non solo un atto di fede, ma anche un forte richiamo identitario per l’intera comunità foggiana.

Numerosi fotografi e videomaker, tra cui il noto Enzo Maizzi, hanno immortalato i momenti salienti della serata, offrendo testimonianze visive di un evento che ogni anno continua a emozionare e a raccontare la devozione di una città intera. Il Venerdì Santo a Foggia non è solo un appuntamento religioso: è un rito collettivo che unisce passato e presente, fede e cultura, in un cammino di dolore e speranza.

ESSAGGIO ALLA CITTÀ DI FOGGIA DI S. E. MONS. GIORGIO FERRETTI AL TERMINE DELLA VIA CRUCIS CITTADINA
Foggia, Piazza XX Settembre 18 aprile 2025. 
“Ho sete!”. È il grido di Gesù sulla croce. Forse gli uomini avranno per quel Dio Crocifisso un ultimo gesto di pietà? Invece di danno da bere dell’aceto con una spugna imbevuta, posta su di una canna.
Un’umanità scellerata che non comprende il valore dell’acqua per la vita. Gli uomini inquinano, tolgono l’acqua pulita dalla terra e la riempiono di rifiuti; uccidono la creazione, la vita e Dio stesso. “Ho sete!”. Grida anche la nostra terra. È una sete d’acqua per le coltivazioni. Dobbiamo tutti impegnarci di più per dare acqua a questa terra che vive di agricoltura, che produce alimenti per il popolo italiano e non solo.
Ma la nostra terra ha sete non solo di acqua. Ha sete di giustizia, di legalità, di lavoro. C’è bisogno di una alleanza tra tutti noi. Una alleanza per il bene di tutti. Nessuno dica “io penso per me”, perché l’egoista è il primo a soccombere sotto il peso della sua solitudine e della sua tristezza.

Uniamoci come questa sera sotto le croci di questa nostra capitanata. Perseguiamo con tenacia il bene comune e faremo così anche il bene e l’interesse dei nostri figli, dei nostri nipoti.

Sorelle, fratelli, soli non possiamo sconfiggere il male. Questa terra, tutti noi abbiamo bisogno dell’acqua che viene da Dio, l’acqua che esce dal costato trafitto di Gesù. Dopo la sua morte di croce, un soldato trafisse il suo costato con una lancia e ne sgorgò sangue con acqua. Il sangue del sacrificio di Gesù redime il mondo, lo salva. L’acqua del costato di Gesù è quella che sola ci disseta. Chi beve avrà di nuovo sete. Ma che si abbevera al costato trafitto del Signore non avrà più sete perché da Cristo sgorga l’acqua della vita eterna. Fratello, tu che cerchi un senso alla tua vita, una compagnia nella solitudine, uno scopo per andare avanti: abbeverati all’acqua del Vangelo di Gesù. Sorella, tu che hai una vita difficile, tu che sei preoccupata per il futuro dei tuoi figli: bevi dall’acqua di Gesù. Mio giovane fratello, giovane sorella, tu che sei schiacciato dall’ansia per il futuro: bevi dall’acqua di Gesù. Lui ci è vicino sempre, è un amico fedele, un padre buono che non tradisce. Non salva se stesso ma noi. Da sotto la croce tutti gli dicono deridendolo: “Salva te stesso”. Ma Gesù è un amico fedele fino alla fine. È quell’amico che tutti sogniamo. Lui ama fino a sacrificare la vita per i suoi amici, per tutti noi.

Le lacrime della Madre di Dio Addolorata sotto la croce sono l’acqua che ci benedice in questo venerdì santo. Benedici Signore Gesù la nostra terra! I piccoli, i soli, i malati, gli anziani, chi è lontano da casa, chi è in carcere, tutte le nostre famiglie. Benedici questa citta di Foggia e questa terra con l’acqua pregiata che sgorga dal tuo costato trafitto. Noi ti cerchiamo, non ti abbandoneremo, e come il Buon Ladrone ti preghiamo: ricordati di tutti noi Signore nel tuo Regno. Amen

di Giovanna Tampo

ph Enzo Maizzi

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www.statoquotidiano.it è stato pubblicato il 2025-04-18 20:59:13 da Giovanna Tambo


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