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Si preannuncia una lunga giornata, quella di martedì, in Procura a Rimini dove per la quarta volta gli investigatori che indagano sull’omicidio di Pierina Paganelli ascolteranno Manuela Bianchi, nuora della vittima e amante di Louis Dassilva unico indagato per il delitto della 78enne uccisa con 29 coltellate la sera del 3 ottobre 2023. La donna è stata convocata per le 9 e, secondo quanto emerso, al centro delle domande del sostituto procuratore Daniele Paci che coordina l’indagine ci dovrebbe essere il momento del ritrovamento del cadavere dell’anziana testimone di Geova avvenuto alle 8 del 4 ottobre nel vano delle scale del complesso residenziale di via del Ciclamino.
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Secondo quanto accertato fino ad oggi, Manuela è stata la prima persona a trovare il corpo della suocera e, in un primo tempo, non l’avrebbe riconosciuta. La scoperta sarebbe stata fatta alle 8.06 quando la Bianchi era rientrata a casa dopo aver accompagnato la figlia a scuola. La prima telefonata fatta per dare l’allarme, tuttavia, è fissata per le 8.20. L’obiettivo, quindi, è quello di ricostruire quei minuti e capire se la nuora della vittima era veramente da sola quando ha trovato il cadavere o se fosse con qualcun altro. Manuela, nel corso delle indagini, ha sempre sostenuto che alla vista del corpo aveva pensato potesse trattarsi della madre di un ragazzo residente nella palazzina. “Dopo aver visto la prima volta il corpo della donna – aveva raccontato a verbale – io ho cercato di avvisare qualcuno e dopo Ion ho avvisato Luis, al quale ho raccontato quello che era successo e subito dopo sono ritornata giù, ma non ho capito se Louis mi stesse seguendo o meno.Quando sono arrivata giù ho aperto la prima porta tagliafuoco e quindi tutti abbiamo potuto riguardare la donna che ancora una volta non abbiamo riconosciuto. A quel punto siamo usciti fuori dai garage per chiamare i soccorsi”.
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“Ion ha chiamato non so bene quale numero – ha poi precisato la Bianchi – a patto però che poi ci parlassi io ed ho parlato anche con una donna, che mi ha invitata a tornare dalla persona che avevo trovato in garage e verificare se il petto si muoveva e solo quando sono tornata lì, credo insieme agli altri, dalla borsa ho capito che la donna a terra era mia suocera. Io non l’avevo riconosciuta neanche dal viso, non so perché, ma non la riconoscevo da alcun particolare se non dalla borsa. A quel punto siamo tornati di sopra e abbiamo richiamato una seconda volta, in quanto avevamo chiuso la prima chiamata perché nel garage il telefono non prende. A quel punto ho implorato di mandare qualcuno e dopo poco è arrivata un’auto medica”.
Un racconto che non convince completamente gli inquirenti che vogliono accertare una volta per tutte se Manuela fosse veramente sola al momento della scoperta o se fosse in compagnia. Il sospetto è che non abbia ancora raccontato tutto e possa aver incontrato Dassilva, o comunque interagito con lui, prima del ritrovamento del corpo di Pierina. “Ho voglia di parlare – ha detto la Bianchi che, comunque, potrebbe anche avvalersi della facoltà di non rispondere in quanto ascoltata come persona informata sui fatti – ma non so cosa mi chiederanno”. “La signora Bianchi – spiegano l’avvocato Nunzia Barzan e il consulente Davide Barzan – dichiara di affrontare con serenità l’audizione prevista per la sit di domani e conferma la propria piena disponibilità a rispondere a tutte le domande che le verranno rivolte dal pubblico ministero e dagli organi inquirenti”.
www.riminitoday.it è stato pubblicato il 2025-03-03 17:29:27 da

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