Isabella Andreini e “La comica gelosa” rivive in Monica Menchi

Isabella Andreini e “La comica gelosa” rivive in Monica Menchi


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di Marcello Paris

PISTOIA – Attrice, poetessa, donna all’avanguardia di fine ‘500, definita “colta e affascinante versata al canto e nella musica”. È Isabella Canali, sposata con il commediografo pistoiese Francesco Andreini, che Monica Menchi porta in scena al Piccolo Teatro Bolognini domenica 26 gennaio alle ore 17, attraverso la pièce brillante “Isabella Andreini La comica… gelosa”. L’attraente figura viene rappresentata con l’adattamento e la regia di Enrico Bernard.

Isabella Canali

Per saperne di più abbiamo incontrato l’attrice e il regista durante una seduta delle prove dove abbiamo trovato anche l’organista don Umberto Pineschi, che nella veste di consulente musicale ha suggerito le musiche che accompagneranno la rappresentazione, musiche eseguite da Fabio Fagorzi al clavicembalo e Amedeo Scorcelletti al violino. La voce narrante è di Fabio Luigi Lionello.

Monica, come è nata la scelta di rappresentare un personaggio di fine ‘500 oggi quasi dimenticato.

È stato facile perché mi è capitato di sapere che Enrico aveva scritto di questa donna. Me lo ha mandato, l’ho letto e ci ho trovato un personaggio straordinario e mi è piaciuto. Una donna che racconta la sua vita di comica, la difficoltà di quei tempi con un finale a sorpresa veramente commovente.

Questa volta ti limiti a fare l’attrice e farti guidare da Bernard.

Isabella Andreini e “La comica gelosa” rivive in Monica Menchi
Monica Menchi

Sono felicissima di essere diretta e, come in questo caso, imparare sempre di più da chi, fra l’altro, è l’autore del testo.

Bernard, ricalcando la domanda fatta a Monica, come è nato l’interesse di scrivere di questa figura che dalla biografia sembra integrante.

Da un po’ di tempo mi sto occupando di quelle donne della letteratura un po’ in ombra o che non hanno avuto molta fortuna in vita. Fra le varie figure di cui mi sono occupato, c’i sono la pittrice svizzera Sophie Tauber, alfiere del Movimento Dada a Zurigo, la scrittrice Jane Austin scoperta tardivamente ma dal grande successo. Così sono capitato sulla figura di Isabella Andreini anche attraverso la mia appartenenza alla “Sperimentazione romana”. Il gruppo di Isabella è stato un gruppo storico nella Roma dei teatri off intorno al circolo del Teatro della Maddalena con Dacia Maraini, Maricla Boggio, e appunto l’Andreini come grande capo comica, quella che ha iniziato il capocomicato nella Commedia dell’Arte come pure ha influenzato la poesia e la letteratura quando insieme al Marito Francesco Andreini hanno portato la commedia dell’arte in Spagna, con grandissimo successo, dove hanno addirittura influenzato Cervantes.

Il gruppo di lavoro

Studiando il personaggio, come e quali le ragioni del suo oblio

Come ho raccontato in un altro libro, la storia delle donne, che racconta l’esclusione delle donne dalla storia letteraria nazionale, Isabella è stata una di queste vittime, un po’ per il tempo un po’ per la misoginia tra il sei e settecento per il teatro delle donne, ed è rimasta sempre in secondo piano. E poi, secondo me, perché a livello lirico poetico ha suscitato invidia. Torquato Tasso l’aveva definita addirittura superiore a se stesso. Il testo, “La comica gelosa”, che mettiamo in scena è diviso in quattro parti, altrettanti interventi lirici con alcune lettere di una lunga corrispondenza, a volte in forma di dialogo con gli ammiratori. Poi c’è una mia ricostruzione in versi di alcuni momenti della sua vita che oltre alla prospettiva storica e storiografica, vogliono essere una riflessione sul teatro di oggi sull’importanza che Isabella dava alla leggerezza ma anche all’impegno sociale e politico.

Monica, il recital si avvale dell’accompagnamento musicale, un violino e un clavicembalo, come hai scelto i due giovani musicisti e la musica che ti accompagna.

C’era bisogno di musica barocca allora ho parlato con don Pineschi, che in qualità di consulente musicale oltre a proporre la musica mi ha presentato Amedeo Scorcelletti e Claudia Fagorzi. Per la musica ha scelto Frescobaldi che in una lezione magistrale ci ha fatto capire come questa musica riesce a fare entrare nello stato d’animo di ciò che si descrive a parole.

Don Pineschi, allora a lei le ragioni della scelta di Frescobaldi.

Intanto Frescobaldi è un contemporaneo di Francesco e Isabella Andreini e poi ho voluto legare l’autore a Pistoia dove venne nel 1641, invitato per San Bartolomeo, a suonare nella Cattedrale i primi vespri. Rimane a Pistoia una decina di giorni per suonare gli organi più importanti della città. La sua musica riesce ad esprimere certi stati d’animo e l’ispirazione per la scelta mi è venuta nel sentire la lettera con cui si conclude lo spettacolo; ci ho visto l’abbinamento con una Toccata di Frescobaldi, molto significativa. Si tratta della Toccata per l’Elevazione della Messa degli Apostoli dell’ultima opera importante di questo autore dove si descrive la Passione di Cristo dove, tra l’altro, si prelude anche la gioia della Resurrezione. E queste figure le ho ritenute particolarmente adatte non solo alla lettera ma anche al susseguirsi degli stati d’animo dell’opera. Poi, siccome c’è anche il violino, ho suggerito altri autori.

Lo spettacolo è organizzato da Associazione Progetto Teatro, Centro culturale La Casaccia con il patrocinio del Comune. È ad ingresso gratuito ad offerta libera il cui ricavato sarà devoluto interamente alla sezione pistoiese della Lega Italiana Lotta ai Tumori-Lilt

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www.reportpistoia.com è stato pubblicato il 2025-01-22 17:14:32 da Marcello Paris


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