La Porrettana, una linea che merita ancora attenzione. Intervista a Marc…

La Porrettana, una linea che merita ancora attenzione. Intervista a Marc…


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di Stefano Di Cecio

PISTOIA – In occasione della Fermodel Expo 2024, la mostra mercato del treno in miniatura che si è tenuta nello spazio espositivo de La Cattedrale a Pistoia (ex Breda), abbiamo avuto modo di parlare con Marco Tolomelli.

Marco Tolomelli

Ferroviere da 32 anni, coordinatore movimento, regolatore della circolazione ferroviaria nella sala di controllo di Bologna Centrale. Praticamente la figura professionale più alta in grado del settore circolazione. Sovrintende ai dirigenti centrali nelle postazioni delle varie linee di loro giurisdizione.

In Italia ci sono numerose sale di controllo disseminate un po’ in tutte le regioni, a Bologna c’è l’alta velocità da Milano Rogoredo a Roma Settebagni e tutte le linee tradizionali dell’Emilia Romagna ovvero Piacenza Rimini, Bologna Padova, Bologna Verona, Bologna Prato e Bologna Pistoia. Gli abbiamo rivolto alcune domande.

La sua è una figura importante nell’ambito dell’organizzazione delle Ferrovie.

Sì, perché per ogni linea c’è un operatore che tecnicamente si chiama DCO Dirigente Centrale Operativo, c’è un solo Coordinatore Movimento che sovrintende all’operato di tutti i DCO. A me confluiscono tutte le problematiche nella  gestione operativa della circolazione, dalle più semplici alle più complesse. Si va da un treno che si guasta in linea, a un treno che ha necessità di scaricare i reflui in una stazione, da un sottopassaggio con la scala mobile guasta, a un suicidio. Insomma per tutto ciò che accade sulla linea ferroviaria, dal materiale, ai guasti all’infrastruttura, alle persone ecc. prendo in carico il problema e dispongo chi deve fare cosa e come.

La Porrettana, una linea che merita ancora attenzione. Intervista a Marc…
Un modellino sulla Porrettana

Parliamo della nostra zona, la tratta Bologna-Pistoia: quali sono le peculiarità di questa linea?

La Porrettana risale al 1864 e per quegli anni aveva delle caratteristiche innovative che però risultano ormai superate. Oggi i convogli di un certo peso e di una certa rilevanza non devono superare i dislivelli delle linee di valico con le pendenze così elevate come sulla Porrettana. La Porrettana soffre ancora di questo, il tracciato originale ha pendenze del 26 per 1000 nel tratto toscano. Non sono pendenze eccezionali in assoluto perché possiamo raggiungere anche il 33 per 1000 come nel valico dei Giovi tra Genova ed Alessandria, ma le pendenze della Porrettana sono di tutto rispetto, e soprattutto per la presenza di curve con un raggio molto basso. Di conseguenza i convogli che vi transitano devono essere di composizione limitata.

Questo però non impedisce il regolare utilizzo della linea.

Assolutamente no, sulla Porrettana possiamo far circolare quasi la maggior parte dei convogli moderni, ci sono alcuni problemi legati alla massa assiale. Oggi le locomotive sono quasi tutte a quattro assi e quindi è superiore al carico assiale delle locomotive di una volta che di assi ne avevano sei. Il peso totale distribuito su quattro ruote grava sulla struttura ferroviaria. I moderni 402 non possono circolare perché superano le ottanta tonnellate di peso ovvero le venti tonnellate per asse. Tutti gli altri convogli tradizionali però possono circolare compreso il restaurato ETR 252 “Arlecchino”.

Si ricorda qualche personaggio particolare legato alla storia della Porrettana?

Sicuramente Francesco Lorenzini che fu uno degli ultimi capi reparto della Porrettana ed era originario di Porretta. Ha sempre avuto a cuore questa linea e quando i capi reparti avevano ancora una certa autonomia decisionale, lui fu protagonista di innovazioni, di idee e fra queste quella dei “treni per il mare”, e della deviazione dei treni a lunga percorrenza verso la Porrettana. Nel 1992 fu sempre lui che si impegnò a far circolare l’ETR 450, il “Pendolino”, e poi insistette per dare la circolarità a questi treni in caso di interruzioni della direttrice per non dividere in due l’Italia. Un personaggio quindi che è stato un bene per la Porrettana.

Idee o progetti di sviluppo per la Porrettana?

Al momento la situazione è di stallo, ci sono iniziative turistiche nel tratto toscano dove la Fondazione FS italiane ha preso in carico questa linea con i treni “Porrettana Express” usando materiale storico da Pistoia fino a Porretta.

Purtroppo non ci sono invece al momento altre iniziative commerciali ed è un peccato perché la Porrettana è l’unica linea trans-appenninica tosco emiliana a non essere percorsa da treni “passanti” Bologna-Pistoia cioè che percorrono l’intera tratta senza la necessità di cambiare a Porretta. Cosa che non accade invece nelle altre linee: la Parma-La Spezia, la Bologna-Prato e la Faenza-Firenze. 

I treni Pistoia-Bologna ci sono stati fino a metà degli anni Novanta, secondo me oggi sarebbero utilissimi perché quando ci sono le chiusure programmate della Bologna-Prato per attraversare l’Appennino o si prende l’alta velocità o un pullman. Speriamo nelle future scelte FS che come sappiamo vanno a braccetto con le politiche regionali.

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www.reportpistoia.com è stato pubblicato il 2024-02-26 07:30:00 da Stefano Di Cecio


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