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Ieri è stata una giornata campale per chi, da Ponente è partito per rientrare, dopo il weekend di Capodanno. Sull’autostrada le code hanno reso il viaggio di rientro per i villeggianti davvero impossibile. Eppure sono ancora molti i turisti sulla riviera, per un controesodo vero e proprio che deve ancora avvenire.
In molti ci hanno scritto l’indignazione per quanto avvenuto ieri e, vista la situazione che è in atto ormai da anni, risulta difficile dar loro torto. I tempi di percorrenza della A10 tra l’estremo Ponente e Genova sono passati da un’ora e mezza a oltre due ore, ovviamente quando tutto fila liscio.
“Voglio segnalare la situazione assurda in cui mi sono trovato ieri in autostrada andando in direzione di Genova con la mia famiglia” ci ha scritto Michel Panizzi. “Arrivato ad Albenga ho visto i segnali di coda e, a quel punto, sono uscito ma la coda sull’Aurelia era ferma. Trascorsa un’ora ho deciso di tornare indietro e riprendere l’autostrada. Per percorrere il tratto Albenga-Finale Ligure ci abbiamo impiegato 5 ore. In tutto questo tempo non si è visto nessuno, nè vigili sulla statale nè polizia in autostrada. E non avevamo nessuna possibilità di scendere per qualsiasi motivo. Ovviamente ho pensato ai turisti che vengono e non verranno più nella nostra Regione. Il tutto causato da un cantiere tra Pietra e Finale”.
Evitiamo di aggiungere gli improperi del Sig. Panizzi, che è stato uno dei tanti a dove sottostare ad una situazione assurda, che si ripete quasi ogni giorno da ormai tre anni. E, tutto questo, per i lavori di ammodernamento dettati dall’Unione Europea (che dovevano iniziare 10 anni fa) ma anche per quelli che dovranno migliorare la sicurezza, decisi dopo il crollo del ponte Morandi. Ovviamente i disagi di residenti e turisti, sottoposti a lunghissime code e infinite attese, non sono stati bilanciati da riduzioni di tariffe o agevolazioni di diverso genere. I pedaggi sono rimati gli stessi, anzi aumentati per gli adeguamenti Istat.
Un altro lettore, G.B. possessore di una seconda casa, è particolarmente esplicito: “No comment! Vengo sempre meno spesso a ponente… forse è meglio vender casa!”.
Insomma, potremmo dire ‘cornuti e mazziati’. Chi viaggia tra il Ponente e Genova è sottoposto ad uno stress psicofisico non indifferente e sono soprattutto pendolari e turisti quelli più penalizzati. Nei mesi scorsi abbiamo pubblicato più volte le lamentele delle associazioni di categoria e le dichiarazioni di turisti che, agli albergatori hanno solennemente promesso di non tornare mai più.
Per fortuna dell’economia locale non tutti la pensano così ma, andando avanti di questo passo non sarà facile convincere i villeggianti a tornare sulla riviera di Ponente. In tanti, tra operatori turistici, associazioni di categoria e amministratori locali, hanno chiesto in questi anni a chi gestisce la A10 Genova-Ventimiglia (ma anche a chi ha in capo le direttrici verso il Nord) di trovare un modo per ridurre i pedaggi e andare incontro ai viaggiatori, ma mai è arrivato un cenno per arrivare ad un accordo di questo genere.
Forse (e sottolineiamo forse) ieri si è raschiato il fondo del barile e la Regione in serata ha anche prodotto un comunicato nel quale ha fatto finalmente la ‘voce grossa’ (QUI) ma ora servono risposte concrete da chi gestisce le autostrade. La sicurezza non si discute così come i lavori di adeguamento ma servono atti importanti per agevolare residenti e turisti e date certe sulla fine degli interventi. La A10 è già un’autostrada obsoleta e, con le due corsie per senso di marcia, i rallentamenti sono sempre stati all’ordine del giorno.
L’aumento del trasporto su gomma e il numero dei mezzi in circolazione hanno fatto il resto. La domanda sorge spontanea: nei prossimi giorni il vero controesodo cosa ci consegnerà? Attendiamo risposte… vere!
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