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REGGIO CALABRIA Non era un magistrato impegnato nella lotta alla ‘ndrangheta e neanche un attivista, Demetrio Quattrone era un ingegnere e ispettore del lavoro ma le sue denunce nei confronti dei “palazzinari di Reggio Calabria” gli costarono la vita. Sono trascorsi 33 anni da quella sera del 28 settembre 1991, quando il professionista convinse un suo amico medico 30enne, Nicola Soverino, a provare la sua nuova auto: una Bmw 520. Un giro e poi tutti a casa, nessuno immaginava il tragico epilogo di quella uscita tra amici.

La vettura svolta in Via Mulino, a Reggio Calabria, e il silenzio viene interrotto da una scarica di proiettili sparati da un fucile caricato a pallettoni. Il medico alla guida viene freddato e muore sul colpo, Demetrio Quattrone riesce a lanciarsi dall’auto e tenta…
www.corrieredellacalabria.it è stato pubblicato il 2024-09-28 15:01:45 da Redazione Corriere

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