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VIBO VALENTIA «Basilio Caparrotta fino alla fine degli anni ‘90 faceva parte della cosca Petrolo-Matina-Bartolotta, avversa a quella dei Bonavota. Poi, dopo la scarcerazione per un omicidio a Lamezia, ha sofferto una detenzione comune con Carmelo Lo Bianco detto “Bocchino” e con un esponente dei Pelle Gambazza, i quali erano molto vicini ai Bonavota, motivo per il quale hanno interceduto per appianare le divergenze tra Caparrotta ed i Bonavota, cosa che in seguito avvenne, prima ancora della scarcerazione». Lo ha raccontato ai pm della Distrettuale antimafia di Catanzaro il pentito Francesco Fortuna (cl. ’80), i cui verbali sono stati acquisiti nell’appello del processo “Rinascita-Scott”.
«Basilio Caparrotta frequentava in modo particolare Domenico Bonavota e Domenico Cugliari ed il suo…
www.corrieredellacalabria.it è stato pubblicato il 2025-02-10 19:01:25 da Redazione Corriere
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