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Un giallo che resta irrisolto. E ora per far luce su quanto accaduto a Pierina Paganelli la sera dello scorso 3 ottobre, dopo l’aggressione e l’uccisione con 17 coltellate, opererà anche un pool di avvocati e investigatori privati nominati dall nuora Manuela e il fratello Loris Bianchi, e da Louiss Dassilva, il vicino di casa di Manuela e Pierina. Si tratta dell’avvocata Nunzia Barzan, del consulente Davide Barzan e dell’investigatore Ezio Dente che si era già occupato del caso di Yara Gambirasio. Davide Barzan venerdì sera (20 ottobre), durante la puntata di Quarto Grado su Rete 4, è intervenuto in trasmissione dicendo che: “in un’ipotesi preventiva accusatoria è normale che in prima fase la Procura si sia concentrata in un ambito familiare. Certamente i nostri assistiti di studio che sono Loris, Louiss e Manuela sono totalmente estranei all’omicidio della povera Pierina. Tant’è che hanno nominato l’avvocato Nunzia Barzan, in qualità di difensore di fiducia, per fare delle indagini approfondite sul perché della morte di Pierina”.
Durante la puntata trasmessa da Mediaset, si registrano delle novità rispetto a quanto emerso durante gli scorsi giorni. A partire dalle riprese delle telecamere poste all’interno della Farmacia, dalla parte opposta della strada rispetto all’ingresso del cancello di via del Ciclamino. Secondo quanto emerso in trasmissione, quelli che sembravano essere le ombre di due uomini dopo il passaggio della Panda di Pierina, in realtà potrebbe essere solo il cancellato che si richiude. Durante la diretta tv poi Louiss Dassilva smentisce in prima persona di aver passato durante gli scorsi giorni dei bigliettini sotto la porta di Manuela Bianchi. Il bigliettino sotto la porta di Manuela? “Questo non è vero – dice in tv Louiss -. E’ stato un qualcosa che è stato inventato per farmi parlare. Non ho mai scritto biglietti”. E sul suo rapporto con Pierina, Louiss racconta a telecamere accese: “Avevo un rapporto con Pierina buono, di grande rispetto e buon vicinato”.
Anche Manuela Bianchi, la suocera di Pierina, che è sempre stata collaborativa con gli inquirenti a tutte le richieste, è tornata a rilasciare una lunga dichiarazione. E alla domanda se pensa che ci sia un legame tra l’aggressione di suo marito (poi finito per due mesi in coma) e la morte della suocera risponde: “Resta il “se” si sia trattata di un’aggressione quella a mio marito, certamente quella di mia suocera è stata un’aggressione, e la domanda se ci sia un legame me la faccio. Ma non saprei per quale motivo. Perché mia suocera sono sicura che non aveva nemici. Mio marito, anche se può avere un carattere schivo, è rispettato nel posto di lavoro, nella congregazione, con gli amici: ho provato a scavare ma non trovo nulla”.
Durante il lungo intervento Manuela parla anche del suo rapporto personale con la suocera Pierina: “Ho amato tantissimo mia suocera, da subito, dicevo: se non avessi sposato mio marito perché lo amavo, lo avrei sposato per la mamma che aveva. Purtroppo recentemente, ed è forse comprensibile, in un momento in cui io ho deciso di prendere una pausa, per un po’ di crisi che c’era tra me e mio marito, sicuramente i rapporti con Pierina si sono raffreddati. Non è stata presa bene, anche giustamente. Da quel momento i rapporti si sono raffreddati, poi c’è stato l’incidente di mio marito e da li c’è stata fatica a ricucire. Non ci sono state litigate, ma ci siamo scambiate poche parole, questo sì”.
www.riminitoday.it è stato pubblicato il 2023-10-21 15:27:18 da

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