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PISTOIA – Dopo la lunga fase di polemiche e contrasti all’interno del consiglio di amministrazione, dopo la traumatica chiusura del Museo, dopo il drastico commissariamento della fondazione, la stampa locale ha dato notizia della fine della gestione straordinaria e della nomina di alcuni consiglieri e del nuovo presidente della fondazione Marino Marini.
Una ulteriore fase sembra così aprirsi, segnata anch’essa da inquietanti zone d’ombra.
La prima riguarda il silenzio calato sulle ragioni che hanno determinato l’avvio d’una vicenda che, di contrasto in contrasto, ha fatto precipitare in una avvilente paralisi operativa un importante ente privato, meritoriamente costituito a Pistoia per celebrare l’opera e la figura di Marino Marini.
Si è trattato, com’è noto, di gravi carenze gestionali, di forti divergenze strategiche dentro e fuori il Consiglio d’amministrazione, di scarse competenze ed esperienze, di inadeguata valutazione politica e culturale del potenziale e primario ruolo della fondazione, in una prospettiva di ripensamento e rilancio della ormai declinante situazione culturale di Pistoia e provincia.
Tutte ragioni, quelle sopra accennate, che vanno tenute ben presenti nel momento in cui la fondazione sembra in condizioni di riprendere il cammino, al fine di evitare di ripetere esiziali errori e/o situazioni del passato.
Più in particolare, alcuni recenti fatti e comportamenti giustificano riserve e interrogativi.
Vediamoli in ordine.
Prima di lasciare l’incarico, il commissario risulta aver nominato un nuovo collegio dei revisori della fondazione, ma sul sito web non v’è traccia di chi lo componga. La obiettiva rilevanza di questo organo di controllo, accentuata dalla recente vicenda commissariale, suggerisce la visibilità pubblica non soltanto dei suoi componenti, ma anche delle modalità della loro scelta che, ad avviso della nostra Associazione, dovrebbe essere effettuata con procedura analoga a quella degli enti locali, ossia mediante estrazione a sorte da un elenco nel quale possono essere inseriti a richiesta i soggetti iscritti, a livello regionale, nel registro dei revisori legali di cui al D. Lgs. n.39/2010.
Sempre prima della sua dipartita, il commissario prefettizio risulta aver predisposto un nuovo statuto della fondazione, di cui ancora una volta non è dato conoscere il contenuto e di cui non v’è traccia nel sito web. Inutile dire che anche questo importante documento deve avere adeguata pubblicazione, anche al fine di consentire la comprensione dei criteri e logiche di effettuazione delle nomine dei consiglieri, a partire da quelli di nomina cosiddetta ‘di diritto’ (Comune di Pistoia, Intesa Sanpaolo e Sovrintendenza).
Proprio con riguardo ai consiglieri della fondazione, appare poi auspicabile che vengano fissati profili e requisiti, in modo che vengano coinvolti soggetti con adeguata conoscenza del funzionamento delle istituzioni culturali quali, ad esempio, il direttore centrale Arte, Cultura e Beni Storici delle Gallerie d’Italia di ISP e la direttrice dei Musei civici del Comune di Pistoia, anche nella prospettiva di collegare l’opera del Maestro alle principali istituzioni museali ed espositive pistoiesi e nazionali.
Altrettanto auspicabile appare la pubblicazione di tutti i bilanci della fondazione sul sito web, in modo da rendere trasparente l’andamento e la sostenibilità della sua attività nel tempo, anche in rapporto alla fondazione Marini di Firenze, della quale dovrà essere definito l’effettivo ruolo.
Si attende, poi, un aggiornamento sui contenziosi giudiziari ancora in essere, per valutarne la prevedibile durata ed esito, se ed in quanto risultino in grado di rimettere in discussione tutto il percorso fin qui compiuto.
Infine, si attendono lumi sulla mancata esecuzione, da parte del Comune di Pistoia, dei lavori per sistemare e riaprire il Palazzo del Tau, nonostante più volte sia stata data pubblica notizia dello stanziamento dei necessari e relativi fondi pubblici.
Associazione Amici della Politica
www.reportpistoia.com è stato pubblicato il 2025-04-15 19:28:44 da Redazione
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