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L’AQUILA – Due condanne e tre assoluzioni dal giudice del tribunale dell’Aquila, Tommaso Pistone, su presunte irregolarità nel commercio di automobili importate dall’estero nel capoluogo regionale.
Due anni e otto mesi sono stati inflitti a Guido Massari e due anni a Lucio Andreoli a fronte di una richiesta di una condanna a 4 anni.
Completamente scagionati Emiliano Tiberti e Annalisa Andreoli, che avevano posizioni decisamente defilate, e assolto anche Oreste Cimoroni, il quale ha fruito della prescrizione.
Le accuse contestate a vario titolo e con responsabilità diverse, andavano dall’evasione fiscale per quasi un milione complessivo alla truffa.
Il modo di agire, secondo le tesi della Procura era il seguente: veniva fatto figurare l’acquisto di oltre 200 auto come eseguito da italiani direttamente in Germania da fornitori tedeschi, macchine poi portate in Italia. In tal modo si evadeva l’Iva in quanto la macchina era stata pagata all’estero. Mentre, in realtà, l’acquisto ritenuto truffaldino veniva fatto una società di riferimento degli accusati: Guido Massari, Lucio Andreoli, Emiliano Tiberti e Annalisa Andreoli.
Viene contestata anche l’induzione in errore degli uffici della Motorizzazione civile che hanno immatricolato le auto e allo stesso modo anche l’Agenzia delle entrate.
Si tratta di fatti compresi tra il 2013 e il 2017.
Lo stesso genere di reato, ovvero la truffa, con condotte simili, era mossa negli stessi atti al titolare di un’altra ditta che si occupava del commercio di grandi marche, ovvero Oreste Cimoroni.
Cimoroni è stato assistito dall’avvocato Silvia Ricci, gli Andreoli, da Fabrizio Giancarli, Tiberti da Paolo Baiocchetti e Massari da Carlo Benedetti. Si andrà in appello non appena note le motivazioni allo scopo di cancellare tutte le accuse.
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