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Albenga. Nonostante la decisione del sindaco di Albenga Riccardo Tomatis (assunta dopo aver chiesto il parere del prefetto) di convocare il consiglio comunale sui migranti previsto il 5 settembre nella sala consiliare, il presidente del consiglio Diego Distilo è rimasto fermo sulla sua posizione di riunire il consiglio in piazza San Michele.
Distilo spiega: “Ho letto la nota della prefettura dove giustamente consiglia, indica e suggerisce come comportarsi per il prossimo consiglio comunale dando la possibilità, come previsto dal regolamento, di esercitare il ruolo di presidente. Sulla base di quanto letto vista la volontà di un affluenza di grande pubblico la sala consiliare non è sufficientemente ampia per la capienza prevista per tanto il consiglio, almeno che la prefettura non scriva cose diverse, resta convocato in piazza san Michele“.
“Ci tengo a precisare – spiega – che ringrazio di cuore il prefetto per il suo interessamento sempre molto utile per il buon andamento del consiglio. Infine mi dispiace invece apprendere che il Sindaco del comune di Albenga continui a non volermi far svolgere il mio ruolo (per i suoi fini politici ) come previsto dalla legge. Alla luce di quanto sopra sto seriamente valutando con i miei legali di fare le opportune segnalazioni poiché non mi sento più libero nello svolgimento delle funzioni a me affidatomi con l’elezione a scrutinio segreto) del consiglio comunale”.
Nel documento inviato al primo cittadino, al presidente Distilo, al Questore e al comandante dei carabinieri, Gullotti ha ricordato che in passato non si sono mai svolte sedute al di fuori della tradizionale sede istituzionale, sottolineando inoltre che “il tema della gestione dell’accoglienza dei richiedenti asilo non riguarda in modo precipuo o esclusivo il territorio di Albenga, ma l’intera provincia, dove, da tempo, trovano sistemazione provvisoria molte centinaia di migranti”.
Ad integrazione del proprio parere, il Prefetto ha evidenziato anche l’esistenza di “moderni sistemi tecnologici di trasmissione in diretta streaming delle riunioni consiliari” quali strumenti in grado di “offrire una valida alternativa alla convocazione del consiglio in sede diversa da quella istituzionale, soprattutto al fine di garantire “una più ampia partecipazione dei cittadini ai lavori consiliari”.
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