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14 novembre 2023

Sarebbe questa la causa del decesso del 30enne tunisino trovato morto a Modena. Ma l’avvocato assunto dal fratello del giovane vuole vedere se è possibile capire la causa scatenante dell’attacco fatale
MODENA – I periti nominati dalla procura, dalla difesa e dal legale che rappresenta il fratello della vittima, si sono riuniti a Padova per fare il punto sulle analisi approfondite del cuore di Taissir Sakka. Il 30enne tunisino, trovato senza vita in strada, a Modena, davanti al cinema 7B, soffriva di una grave cardiopatia congenita: le cuspidi della valvola aortica erano due e non tre e questo nel tempo ha provocato una severa stenosi che pregiudicava il corretto passaggio del sangue. Questo avrebbe ucciso il ragazzo che assieme al fratello la sera del 14 ottobre era stato coinvolto in una lite davanti a un bar a Ravarino. Erano poi stati chiamati i carabinieri che avevano portato i due fratelli in caserma a Modena per una denuncia di ebbrezza molesta. I ragazzi sono usciti dalla sede di via Pico della Mirandola circa a mezzanotte, il corpo è stato ritrovato solo il mattino dopo. L’avvocato ingaggiato dal fratello di Taissir, Mohamed, che ha denunciato maltrattamenti da parte dei carabinieri e che, refertato, ha avuto una prognosi di tre giorni, vuole comunque andare avanti nelle verifiche per capire se è possibile risalire alla causa scatenante dell’attacco cardiaco, non escludendo che lo stress possa aver inciso. Per questo aspetta i risultati della tac e la visione delle immagini della videosorveglianza. Per l’accaduto sono indagati, atto dovuto, cinque militari accusati delle presunte lesioni al fratello e uno per la morte di Taissir, avvenuta comunque per l’attacco cardiaco: sul corpo infatti non erano stati trovati traumi.
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