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“Pronto Capitaneria di porto? Sono giorni che le unità militari ormeggiate hanno i radar in funzione. Risposta? I radar si possono tenere accesi per prevenire un eventuale attacco. I venti di guerra ci impongono emissioni elettromagnetiche anche quando le unità sono ormeggiate in banchina? La curiosità è che queste attività, che nessuno fino ad oggi ha mai monitorato in relazione alle possibili conseguenze sulla salute dei cittadini, non sono nuove. Anzi, sono anni che avvengono. Ma in questi giorni le attività dei radar dell’unità Duilio sembravano non avere termine. Fino alla mattina della domenica, quando l’unità ha lasciato la banchina del molo Varicella”. Si apre così una nota diffusa da Murati Vivi Marola.
“Leggi alla mano le questioni sono ben più chiare di quanto appare alla Capitaneria di porto – Proseguono dall’associazione -. Legge 22 febbraio 2001, n. 36, dispositivo quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici sembrerebbe chiaro. Art.14 Il personale incaricato dei controlli, nell’esercizio delle funzioni di vigilanza e di controllo, può accedere agli impianti che costituiscono fonte di emissioni elettromagnetiche e richiedere, in conformità alle disposizioni della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, i dati, le informazioni e i documenti necessari per l’espletamento delle proprie funzioni. Tale personale è munito di documento di riconoscimento dell’ente di appartenenza”. Proseguono i Murati Vivi: “Secondo il Decreto legislativo del 15 marzo 2010, n. 66 noto come Codice dell’ordinamento militare. Il primo comma dell’articolo 368 prevede che ai sensi dell’articolo 5 del decreto legislativo 195/2005 (disciplina accesso informazioni ambientali) l’accesso all’informazione ambientale è negato solo quando la divulgazione dell’informazione reca pregiudizio alla difesa nazionale. Non solo ma secondo il Decreto del Presidente della Repubblica (n. 90 del 15 marzo 2010), noto come Testo Unico delle disposizioni regolamentari in materia di Ordinamento Militare, alla sezione IV (categorie di documenti sottratti all’accesso: articoli 1048 e seguenti) non esclude l’accesso alla documentazione relativa alla tutela sanitaria del personale militare e civile operante in aree ed edifici militari”.
Conclude la nota dell’associazione: “Arriviamo al concreto. Esiste ancora un’autorità sanitaria cittadina in grado di tutelare la salute della comunità? Esiste una classe dirigente in grado di far rispettare normative, regole e leggi in funzione degli interessi della gente? Un quadro che di per se è assai inquietante. Ed in attesa che qualcuno, un sindaco, un consigliere comunale, un assessore, un parlamentare si ponga non solo tali domande ma abbia la capacità di prendere visione della situazione ed intraprendere i percorsi doverosi, ci poniamo un’altra questione”.
www.cittadellaspezia.com è stato pubblicato il 2024-01-29 07:58:11 da
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