Musiche, petardi e una folla immensa: l’ultimo saluto a Kevin Laganà


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Stamattina in Duomo, a Vercelli, i funerali della vittima più giovane della strage di Brandizzo

VERCELLI (30.09.2023 – 13.45) – Palloncini che si alzano in cielo, formando un grande cuore. Le moto e le auto degli amici che “sgasano”. Le canzoni neomelodiche. I video che lo ritraggono felice e spensierato. Petardi e fumogeni. E tante, tantissime persone che hanno voluto esserci, per accompagnarlo nel suo ultimo viaggio.

E’ questo il corollario del funerale di Kevin Laganà, 22 anni, il più giovane dei cinque operai della Si.Gi.Fer. deceduti nel terribile incidente sul lavoro avvenuto alla stazione ferroviaria di Brandizzo. E’ trascorso più di un mese da quella drammatica notte. Il tempo, per chi voleva bene a Kevin, si è fermato. E stamattina (sabato 30 settembre), sul sagrato del Duomo di Vercelli, le lancette pare abbiano ripreso a correre.

Quando arriva la bara bianca, sono più di mille ad aspettarlo. Ci sono papà Massimo, il fratello Antonino, i nipoti, gli amici e molti vercellesi. Una città che si stringe nel momento del dolore. In chiesa anche il sindaco Andrea Corsaro; l’assessore regionale al Lavoro, Elena Chiorino, il presidente della Provincia, Davide Gilardino; il vice prefetto vicario Cristina Lanini; Chiara Gribaudo, presidente della Commissione d’Inchiesta della Camera dei Deputati sulla condizioni del lavoro in Italia. Accanto a loro le massime autorità delle istituzioni civili e militari ma anche i famigliari di Giuseppe Saverio Lombardo e Michael Zanera, i due colleghi di lavoro vercellesi decessi insieme a Kevin. Le canzoni di Irama e di Elisa fanno da sottofondo per l’intera durata della cerimonia religiosa, officiata da monsignor Giuseppe Cavallone.

L’omelia è stata invece affidata a don Massimo Bracchi, parroco di San Pietro Apostolo, la chiesa della famiglia Laganà. «Settimane troppo lunghe e troppo dolorose, durante le quali avete ricevuto affetto, partecipazione e vicinanza» – ha detto don Bracchi – «Voi avete continuato a piangere, forse per dare sfogo all’angoscia, alla rabbia, al dolore, alla sofferenza. Potrete piangere anche in futuro perché quello che è successo a voi e alle altre famiglie è stata una cosa troppo grande e pesante. Vorrei che fosse, però, un pianto diverso, consolatorio».

Al termine del rito funebre, l’Ave Maria cantata dal vivo dal cantante neomelodico Gianni Pirozzo e l’interminabile applauso della folla. Poi l’ultimo viaggio, con la sosta dinanzi all’abitazione di corso XXVI Aprile, dove la bara bianca è stata salutata da altre canzoni e dall’ennesimo, lungo applauso di amici e conoscenti.

[foto A. Cantarella per Vercelli Notizie©]


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www.vercellinotizie.it è stato pubblicato il 2023-09-30 14:40:45 da Andrea Borasio


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