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le indagini
La testimonianza di un superstite: «Ha accelerato quando, proprio per la possibile presenza di secche, avrebbe dovuto rallentare»
Pubblicato il: 07/12/2023 – 19:38

CROTONE Sarebbe stato il timoniere del barcone carico di migranti naufragato il 26 febbraio scorso a “Steccato” di Cutro, con la morte di 94 persone, 35 delle quali minorenni, Mohamed Abdessalem, di 26 anni, il cittadino siriano al quale è stata notificata nel carcere di Lecce un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip di Crotone, con l’accusa di essere stato uno dei sei scafisti dell’imbarcazione. E’ quanto é emerso dalle indagini condotte dalla Squadra mobile e dalla sezione navale della Guardia di finanza di Crotone. Secondo la testimonianza di uno dei superstiti del naufragio, siriano anche lui, Abdelsaleem sarebbe stato al timone del caicco anche nel momento in cui l’imbarcazione, a poche decine di metri dalla riva, ha urtato contro una secca, finendo a pezzi. «La colpa di tutto – ha detto il testimone – è stata la sua perché ha accelerato quando, proprio per la possibile presenza di secche, avrebbe dovuto rallentare». «Nel momento in cui poi la barca stava affondando – ha detto ancora il testimone – lui è scappato insieme agli altri due scafisti turchi. Abdessalem, inoltre, era quello che dava ordini agli altri componenti del gruppo di scafisti e che seguiva la rotta su un tablet». (Ansa)
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www.corrieredellacalabria.it è stato pubblicato il 2023-12-07 19:38:58 da Redazione Corriere

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