‘Ndrangheta, Papanice «come Corleone» e gli interessi dei clan nel settore del gaming


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ISOLA CAPO RIZZUTO Un giro d’affari di oltre 300 mila euro al mese, il dominio dei Papaniciari e l’insofferenza della cosca. Nell’inchiesta Folgore-Blizzard gli inquirenti ricostruiscono gli interessi dei clan crotonesi nel settore del gaming, una vasta rete illegale di macchinette gestite dalla ‘ndrangheta e che frutterebbe centinaia di migliaia di euro sulla sola Isola Capo Rizzuto. L’operazione, scattata lo scorso 12 marzo, ha portato all’arresto di 17 persone, per lo più legate al clan Arena. Tra gli arrestati spiccano le figure di Antonio Bruno e Luigi Masciari, quest’ultimo ritenuto figura di riferimento per la cosca al Nord, ma che avrebbe avuto anche interesse ad entrare nel giro d’affari intorno alle macchinette di Isola.

Lo “sconfinamento” dei Papaniciari

In una conversazione di…

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www.corrieredellacalabria.it è stato pubblicato il 2025-03-30 06:51:55 da Redazione Corriere


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